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ROMA - Ugl: «Personale in crescita dell'1,6%, ma l'emergenza non è superata»

Aggiunto il: 12/08/2026
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La crescita dell’1,6% del personale a tempo indeterminato del Servizio sanitario nazionale registrata nel 2024 è un segnale positivo, ma non sufficiente a considerare superate le criticità degli organici. A sostenerlo è Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute, commentando i dati della monografia del Ministero della Salute sul personale delle strutture sanitarie. Complessivamente il sistema considerato conta 751.146 operatori, mentre nelle Asl, aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie, Irccs pubblici e agenzie regionali sono presenti 727.829 unità, delle quali 694.765 a tempo indeterminato. Nel 2024 sono state effettuate 58.311 assunzioni a fronte di 47.238 cessazioni, con un saldo positivo di 11.073 lavoratori. Il 75,7% dei nuovi ingressi è avvenuto attraverso concorsi o procedure di stabilizzazione, mentre il 71,6% delle uscite è legato a pensionamenti, dimissioni o risoluzioni del rapporto di lavoro. «Il ricambio generazionale deve essere programmato e non può essere affidato alla gestione delle sole emergenze», sottolinea Giuliano. Il rapporto registra 116.672 medici e 297.983 infermieri, ma secondo Ugl Salute restano criticità legate alla distribuzione territoriale del personale, ai carichi di lavoro e all’attrattività del Ssn. Segnali positivi arrivano dall’età media, pari a 48,4 anni per il personale complessivo, mentre quella dei medici è scesa dai 51,4 anni del 2019 ai 49,3 del 2024. Giuliano richiama inoltre l’importanza delle professioni della riabilitazione, del personale tecnico sanitario e degli addetti alla prevenzione. «Gli oltre 11mila lavoratori in più nel saldo tra assunzioni e cessazioni sono un buon segnale, ma non sono il traguardo», conclude il segretario, chiedendo una programmazione pluriennale dei fabbisogni, procedure di reclutamento più rapide, nuove stabilizzazioni e una maggiore valorizzazione economica e professionale degli operatori.

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