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I dati e le dinamiche recenti sulle iscrizioni agli asili nido e alle scuole di Monfalcone delineano una realtà complessa, che richiede risposte concrete, programmazione e una visione strategica a lungo termine.
Il punto di partenza è il convinto sostegno espresso nei confronti dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP). In un contesto articolato come quello monfalconese, è indispensabile garantire ai dirigenti scolastici la massima autonomia, dato che sono proprio i presidi a vivere quotidianamente le esigenze reali del territorio. Per questa ragione, l'applicazione rigida dei parametri nazionali va superata a favore del buon senso e della flessibilità organizzativa, sostenuta da finanziamenti mirati per le co-docenze, i laboratori di integrazione e il supporto psicologico. A questo quadro, la lista aggiunge una proposta cruciale: introdurre nelle scuole percorsi strutturati di educazione affettiva e relazionale, strumenti fondamentali per promuovere il rispetto reciproco, prevenire il disagio emotivo e costruire una reale coesione tra gli studenti fin dai primi anni di formazione.
I rappresentanti della lista sottolineano come i soli bonus economici non siano sufficienti, poiché non creano un singolo posto nido in più. Serve invece un radicale cambio di paradigma basato su interventi strutturali. Le proposte operative per Monfalcone puntano innanzitutto su un piano straordinario di rigenerazione urbana per recuperare e riconvertire il patrimonio immobiliare pubblico dismesso in micro-nidi, asili e ricreatori. A questo si affiancano l'esigenza di introdurre orari prolungati e modulabili per venire incontro ai turni di lavoro dei genitori e la necessità di attivare subito tavoli di concertazione per nidi aziendali e convenzionati insieme alle grandi realtà produttive del territorio e all'Azienda Sanitaria.
In un contesto nazionale segnato da un forte calo demografico, Monfalcone rappresenta una rara eccezione grazie a una popolazione giovane e a un'elevata natalità legata al proprio tessuto industriale. Non garantire una copertura adeguata dei servizi alla prima infanzia significa depotenziare questo importante vantaggio strategico. Un welfare moderno, flessibile ed efficiente è la chiave per trattenere le giovani famiglie sul territorio, favorire l'occupazione e trasformare la complessità demografica in una concreta opportunità di crescita sociale ed economica.
Per rendere davvero sostenibile questo modello, tuttavia, la lista rivolge un appello chiaro alla Regione Friuli Venezia Giulia. I soli finanziamenti per le opere murarie non bastano: occorre un investimento straordinario destinato alle spese correnti di gestione, necessario per assumere e stabilizzare il personale educativo, coprire i costi operativi ed estendere gli orari di apertura. Soltanto attraverso risorse continue e dedicate sarà possibile garantire rette accessibili a tutte le famiglie e permettere al Comune di offrire un servizio pubblico all'altezza delle sfide attuali.
Consigliera Comunale Michela Percuzzi
Lista insieme con Moretti
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