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Aggiunto il: 20/11/2020
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Gli ospiti delle residenze per anziani risultati positivi al Covid19 d’ora in poi devono rimanere lì; non è garantito il loro spostamento in altre strutture dedicate come prevedeva il Piano pandemico di ASUGI. Così viene messa a rischio la salute di tutti gli altri ospiti che rischiano seriamente di contagiarsi.
Questa è la decisione di ASUGI comunicata alle strutture per anziani come aggiornamento del Piano pandemico. Sembra un disastro strategico ed organizzativo. Visto che ASUGI non è riuscita a rispettare le previsioni del piano, lo cambia, e pazienza per le conseguenze di salute che questo comporterà, ricordando che sono a rischio migliaia di anziani fragili in un territorio ad alta densità abitativa.
Inoltre il diffondersi del contagio proprio nei luoghi che ospitano le persone più a rischio di ammalarsi gravemente peggiorerà gli indicatori che guidano il “lockdown a colori”.
La direzione di ASUGI non è stata in grado di predisporre  le soluzioni alternative sufficienti per l’accoglienza di pazienti Covid positivi. Ricordiamoci che siamo passati dall’idea delirante della nave all’apertura di pochi posti a Villa Sissi, alla RSA di Cormons e altri posti convenzionati; poca cosa rispetto al fabbisogno attuale. Risulta incomprensibile non aver pensato per tempo ai tanti posti vacanti in strutture per anziani o a strutture alberghiere. Non solo, ma questi posti letto avrebbero persino potuto seguire una classificazione dell’ospite per intensità assistenziale e non semplicisticamente la bipartizione Covid positivo-Covid negativo. Tralasciamo le recriminazioni, cosa fare? Quel che era stato suggerito già in ottobre ora diventa Improcrastinabile:
individuare ulteriori strutture disponibili da dedicare al Covid interamente o  a settori riservati;
razionalizzare attività per recuperare infermieri e OSS;
coinvolgere i Medici di Medicina Generale, facendo accordi subito.

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