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Polemiche a Trieste per la decisione della Giunta comunale di intitolare la palestra della scuola Don Milani a Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 a Milano a seguito di un'aggressione di matrice politica. In una nota congiunta, Giovanni Barbo, Riccardo Laterza, Paolo Altin e Alessandra Richetti contestano le modalità con cui è stata assunta la decisione, sostenendo che l'intitolazione avrebbe dovuto essere preventivamente condivisa con la comunità scolastica e, nelle forme opportune, con il Consiglio comunale. I quattro firmatari criticano in particolare la tempistica della delibera, approvata il 7 ottobre, a pochi giorni dalla cerimonia, e rilevano che alla seduta non erano presenti gli assessori di Lega e Forza Italia. Secondo gli esponenti dell'opposizione, la scelta risponderebbe a una logica politica, anche in considerazione dell'assenza di legami diretti tra Ramelli e la città di Trieste. Pur esprimendo una ferma condanna dell'aggressione subita dal giovane e vicinanza ai suoi familiari, i firmatari accusano il centrodestra di utilizzare le intitolazioni per proporre una memoria selettiva degli anni di piombo. A questo proposito richiamano l'attentato di matrice neofascista, rimasto senza conseguenze, contro la scuola Slomšek di San Giovanni, indicandolo come uno degli episodi della storia cittadina che meriterebbero di essere ricordati.
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