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TRIESTE - Tenta di truffare un'anziana fingendosi una perita della Procura, arrestata una donna di 64 anni

Aggiunto il: 02/11/2026
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Una donna di 64 anni, originaria di Trani, è stata arrestata in flagranza dai Carabinieri a Trieste con le accuse di tentata truffa aggravata in concorso e violazione di domicilio, dopo aver cercato di sottrarre denaro e gioielli a un’anziana di 87 anni. L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, insieme al personale della Stazione di Trieste Portonuovo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto è cominciato con una telefonata ricevuta dall’anziana sulla propria utenza fissa da parte di un uomo che si è spacciato per un Carabiniere. La conversazione è poi proseguita attraverso una videochiamata con la figlia della vittima, durante la quale il sedicente militare ha sostenuto falsamente che il documento d’identità della donna fosse stato clonato e utilizzato per commettere un furto in gioielleria. Con questo pretesto, l’interlocutore è riuscito a farsi mostrare in video il denaro contante e i preziosi custoditi nell’abitazione, annunciando l’arrivo di una presunta perita incaricata dalla Procura di ritirarli. Poco dopo, una donna si è introdotta nell’abitazione senza consenso, ma è stata messa in fuga da un familiare convivente che, insospettito, le ha chiesto di esibire un documento di riconoscimento. La tempestiva segnalazione alla Centrale Operativa ha consentito ai Carabinieri di intervenire e appostarsi all’interno dell’appartamento. Intorno alle 16, dopo ulteriori pressioni telefoniche del complice affinché venissero consegnati i valori, la presunta truffatrice si è ripresentata alla porta per ritirare la busta contenente i beni. Ad attenderla, questa volta, c’erano i militari dell’Arma, che l’hanno immediatamente bloccata e arrestata. La 64enne è stata quindi condotta in carcere. Il Comando Provinciale sottolinea l’importanza della collaborazione dei cittadini e delle iniziative di prevenzione delle truffe, tra cui quelle promosse insieme alla Curia vescovile di Trieste. Resta ferma la presunzione di innocenza della donna fino a un’eventuale condanna definitiva.

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