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TRIESTE - Sciopero del 30 ottobre, Potere al Popolo critica il Pd e Gialuz: «Le piazze non sono un taxi>

Aggiunto il: 02/11/2026
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Potere al Popolo Friuli Venezia Giulia interviene nel dibattito politico triestino dopo lo sciopero generale del 30 ottobre, criticando le dichiarazioni di Mitja Gialuz, sostenuto dal Partito Democratico in vista delle prossime elezioni comunali, e rivendicando il ruolo delle organizzazioni che hanno promosso la mobilitazione. Al centro della presa di posizione le parole pronunciate da Gialuz a Trieste Café, dove, secondo quanto riportato da Potere al Popolo, avrebbe dichiarato: «Quando i giovani scendono in piazza, la democrazia è viva». Il movimento contesta la lettura politica della manifestazione, sostenendo che i partecipanti siano scesi in strada per protestare contro il carovita, il riarmo, le spese militari e le politiche di guerra, esprimendo rivendicazioni che, secondo Potere al Popolo, chiamerebbero in causa anche le responsabilità delle forze di opposizione. Nel comunicato viene ricordato che lo sciopero generale del 30 ottobre è stato proclamato dall’Unione Sindacale di Base, con l’adesione di altre organizzazioni sindacali, e che a Trieste il corteo è stato organizzato dall’USB, coinvolgendo lavoratori, studenti e realtà sociali. Potere al Popolo rivendica inoltre il proprio contributo politico alla costruzione della mobilitazione e critica quello che considera un tentativo del centrosinistra di valorizzare la partecipazione senza riconoscerne adeguatamente promotori e motivazioni. Secondo il movimento, la manifestazione avrebbe mantenuto una propria autonomia rispetto al cosiddetto campo largo e non dovrebbe essere ricondotta alle dinamiche della competizione elettorale cittadina. Nel documento viene espresso anche dissenso rispetto all’accostamento tra le manifestazioni triestine e le proteste studentesche in Serbia, considerate da Potere al Popolo espressioni di contesti differenti, rispetto ai quali il movimento richiama inoltre possibili implicazioni geopolitiche. La presa di posizione si conclude con una critica all’atteggiamento attribuito al Pd e alle altre forze del centrosinistra nei confronti delle mobilitazioni sociali: «Le piazze non sono un taxi: non ci si può salire a manifestazione finita per farsi portare al governo».

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