MONFALCONE - Nonostante una nuova graduatoria per agenti di polizia locale.


MONFALCONE - Squadre della Protezione civile al lavoro per evitare la formazione di ghiaccio nei punti critici.

L'uomo era conosciuto per un'attività in Corso del Popolo.
La notizia che la donna di 63 anni accoltellata a Monfalcone sia ora in condizioni stabili ci permette di tirare un sospiro di sollievo, ma non deve in alcun modo distoglierci dalla gravità di quanto accaduto. Il fatto che sia sopravvissuta non cancella l'orrore di un gesto che ci lascia, ancora una volta, profondamente sgomenti.
Dobbiamo dircelo chiaramente: la violenza di genere non è un fatto privato, una "tragedia familiare" o un’emergenza isolata. È una ferita pubblica che riguarda tutti noi. Ogni volta che una donna rischia la vita in questo modo, emerge il sintomo di una cultura del possesso ancora troppo radicata, che va sradicata lavorando senza sosta sulla prevenzione.
Ma cosa possiamo fare, concretamente, per cambiare le cose?
Il cambiamento profondo inizia dall'educazione. Dobbiamo spiegare nelle scuole e nelle famiglie che l'amore non ha nulla a che fare con il controllo, l'isolamento o la forza. In parallelo, è fondamentale rafforzare la rete di protezione, sostenendo attivamente i centri antiviolenza che operano sul territorio.
Infine, c'è un impegno che spetta a ognuno di noi: non voltarsi dall'altra parte. La sicurezza delle donne è una responsabilità collettiva; restare indifferenti significa essere complici.
Mentre auguriamo di cuore una pronta guarigione alla nostra concittadina, confermiamo il nostro impegno quotidiano: lavoriamo insieme affinché nessuna donna debba più vivere un simile orrore.
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