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Oltre 500.000 tra Rom e Sinti furono sterminati dalla Germania nazista, vittime di un genocidio – il Porrajmos – motivato esclusivamente da criteri razziali, al pari della Shoah. Una tragedia a lungo rimossa dalla memoria collettiva che sarà ricordata il prossimo 25 gennaio a Castelvetro di Modena, in occasione del Giorno della Memoria. L’iniziativa si terrà nei locali della sala civica Pake, in via Cialdini 9, con la partecipazione di rappresentanti della comunità Rom di Modena. Per l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna sarà presente il consigliere segretario Paolo Trande. Nel corso della cerimonia verrà ricordato come già dal 1935, con l’emanazione delle Leggi di Norimberga, il regime nazista avviò studi pseudo-scientifici che definivano la cosiddetta “razza zingara” come inferiore e pericolosa, da eliminare. Deportazioni, persecuzioni e sterminio colpirono migliaia di famiglie Rom e Sinti, spesso senza alcun riconoscimento ufficiale per decenni.“Ricordare il Porrajmos significa riportare alla luce una pagina troppo a lungo rimossa della nostra storia – ha dichiarato Trande –. Fino agli anni Sessanta e Settanta questo genocidio è stato ignorato o negato, escludendo Rom e Sinti persino dal riconoscimento delle persecuzioni subite”. Il consigliere ha sottolineato come il valore della memoria sia oggi ancora più attuale, in un contesto segnato dal riemergere di razzismo, stereotipi e discriminazioni.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Regione Emilia-Romagna sulle politiche della Memoria del Novecento. Nel triennio 2022-2024 la Regione ha investito quasi 3,5 milioni di euro, sostenendo anche numerosi progetti in provincia di Modena. Tra questi, i Viaggi della Memoria promossi dall’Assemblea legislativa, che nel 2026 coinvolgeranno per la prima volta scuole e studenti modenesi in percorsi di approfondimento sulla Shoah, sulle persecuzioni e sui temi delle migrazioni forzate, della deportazione e dell’accoglienza.
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