MONFALCONE - Richiesta di Fincantieri alla deroga emissione rumorose:


TG CIOCIARIA E LAZIO del 20 gennaio 2026

“L’Associazione dei Progressisti di Monfalcone denuncia con fermezza il grave episodio avvenuto nei giorni
scorsi quando, una troupe giornalistica di una trasmissione nazionale, ha girato un servizio davanti alla Scuola Primaria Duca d’Aosta di Monfalcone, su di un fatto di estrema gravità accaduto a Collio, in provincia di Brescia riguardante la violenza su di una bambina di dieci anni da parte di un cittadino bengalese. Il servizio è stato inspiegabilmente girato nella nostra città, a oltre 350 km dal luogo dei fatti incresciosi, senza alcun legame diretto né indiretto con Monfalcone, né tantomeno con l’istituto scolastico. È stata la Dirigente scolastica, informata dalle insegnanti, a segnalare l’accaduto, che poi è stato riportato dalla stampa locale. Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui Monfalcone viene usata come scenografia per alimentare una narrazione distorta, basata sul pregiudizio e sul sensazionalismo. La troupe, forse in città per altri motivi, ha ritenuto evidentemente “opportuna” questa scelta visiva, approfittando della cattiva fama che Monfalcone si è guadagnata negli ultimi anni, a causa di una propaganda politica che ha trasformato la città in simbolo del degrado e del conflitto etnico a fini elettorali. Spiace constatare che trasmissioni come questa, realizzate senza rigore né rispetto, alimentano stereotipi tossici e usano la nostra città come fondale per il peggiore giornalismo scandalistico. E ciò che sconcerta ulteriormente è che, di fronte a questa strumentalizzazione evidente, l’Amministrazione comunale taccia.
Esattamente quell’Amministrazione che ha costruito il proprio consenso elettorale alimentando narrazioni
tossiche e xenofobe. La nostra Associazione, contattata direttamente con una richiesta di collaborazione per reperire voci o nomi da associare a servizi in preparazione della stessa emittente (forse, a questo punto, lo stesso servizio in questione) ha respinto fermamente la richiesta consapevole di quanto sia importante non prestarsi a questo gioco indecente, per non offrire la nostra città come materiale da talk show.
Ci chiediamo se i cittadini di Monfalcone siano consapevoli della deriva in corso.
Ci chiediamo se riconoscano la manipolazione che sta trasformando la nostra comunità in un simbolo
negativo nazionale. CI chiediamo se si identifichino in questa rappresentazione e se approvino il fatto che Monfalcone sia oggi il laboratorio della repressione e, a quanto pare, anche la discarica di un certo tipo di televisione. Come siamo arrivati a questo punto? E soprattutto: vogliamo davvero restare in silenzio?”
Progressisti per Monfalcone
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