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MONFALCONE - Il Pd critica il ritorno delle Province: “Passo indietro che non aiuta i Comuni”

Con l’approvazione definitiva al Senato della riforma dello Statuto, il Friuli Venezia Giulia si avvia al ripristino degli enti intermedi e al superamento delle Uti, aprendo una nuova fase per l’organizzazione istituzionale del territorio. Un passaggio che segna il ritorno delle Province elettive e che viene accolto con soddisfazione dal centrodestra regionale. In una nota, il consigliere regionale Diego Bernardis (Fedriga presidente) sottolinea come il provvedimento consenta di colmare un vuoto amministrativo che, negli anni, ha inciso negativamente sul coordinamento tra Comuni e Regione. Secondo Bernardis, la riforma restituisce dignità e operatività a enti considerati strategici, sanando quella che definisce una “ferita istituzionale” aperta con la loro soppressione. Il presidente della V Commissione evidenzia inoltre che il ritorno alla Provincia elettiva rappresenta una garanzia di partecipazione democratica, restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti in ambiti chiave come edilizia scolastica e viabilità, dove è necessaria una governance sovracomunale efficace. Bernardis attribuisce il risultato a un lavoro politico condiviso che ha visto la Regione protagonista del percorso riformatore, ringraziando il ministro Roberto Calderoli, il presidente Massimiliano Fedriga e l’assessore Pierpaolo Roberti per il ruolo svolto nel sostenere le istanze del Friuli Venezia Giulia. Con il passaggio parlamentare concluso, l’attenzione si sposta ora sul Consiglio regionale, chiamato a definire competenze, funzioni e modalità di voto delle nuove Province, con l’obiettivo di renderle enti moderni, efficienti e più vicini alle esigenze delle comunità locali.
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