ROMA - Ricette valide solo 30 giorni nel Lazio: Europa Verde attacca la Regione


CODROIPO - Sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda ASP Moro: Moretuzzo denuncia conflitto di interessi e presenta un’interrogazione

Si avvia alla conclusione l’operazione coordinata dalla Prefettura di Trieste, iniziata intorno alle 7.30 di questa mattina, finalizzata alla verifica della presenza di richiedenti asilo nell’area del Porto Vecchio, alla loro presa in carico e al trasferimento in centri di accoglienza sul territorio nazionale, oltre alla chiusura di un magazzino fatiscente utilizzato come ricovero di fortuna.
L’intervento ha consentito di prendere in carico complessivamente 116 richiedenti asilo che avevano trovato temporanea dimora negli edifici degradati dell’area. Circa la metà di loro aveva già presentato domanda di asilo in territori limitrofi, mentre la maggior parte dei restanti ha manifestato oggi la volontà di richiedere la protezione internazionale, dopo le attività di identificazione svolte dalle Forze di polizia. Durante le operazioni, i richiedenti asilo sono stati informati in modo puntuale sulle procedure in corso e sulla possibilità di accedere all’accoglienza nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS), anche grazie alla presenza del personale dell’UNHCR. Tutti sono stati sottoposti a visita medica da parte del personale sanitario dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), nel rispetto della dignità delle persone e a tutela della salute, prima di essere accompagnati sui pullman predisposti dalla Prefettura per il trasferimento verso le strutture di destinazione. È stata inoltre garantita la distribuzione di generi alimentari di conforto. Al termine delle attività di competenza, le aree interessate saranno oggetto di interventi di pulizia.
All’operazione hanno partecipato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Prefettura, UNHCR, operatori e personale sanitario di ASUGI, volontari e tecnici della Protezione civile, oltre al personale volontario della Caritas per la distribuzione dei pasti.
Potrebbe piacerti anche...



Non ci sono media correlati