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TRIESTE - Ferma denuncia delle violenze di Torino dal Sap regionale

"Queste non sono violenze, è terrorismo"
Aggiunto il: 02/02/2026
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"Non siamo carne da macello, abbiamo il dovere di difendere lo Stato, cosa che facciamo quotidianamente, ma abbiamo il diritto di tornare a casa vivi. Piena solidarietà ai colleghi feriti, ma questa volta non bastano più le sole parole e la pacca sulla spalla. In una Torina violentata e deturpata, è andato in scena l'ennesimo attacco alle forze dell'ordine, un comportamento questo che nulla a che fare con la democrazia e con il diritto a manifestare. Gli antagonisti spalleggiati dai centri sociali, venuti anche dall'estero proprio per mettere in atto una giornata di violenze e devastazione, non avevano alcun ideale da portare avanti. Nessuna meraviglia di quanto accaduto, era tutto organizzato e preordinato. C'era solo un intento, aggredire le forze dell'ordine che quotidianamente scendono in campo per il bene della brava gente e a difesa delle regole democratiche. È stata una vera e propria "associazione a delinquere" armata di mazze, di martelli, bombe carta e mille altri oggetti/armi contundenti utilizzati per fare male e poter magari uccidere chi ha cercato di mantenere l'ordine pubblico in una città ostaggio dei professionisti del disordine, dei criminali. Criminali che a Torino, come di recente a Udine e in molte altre città d'Italia assumono sempre più le sembianze di terroristi, perché è stata una giornata di terrore, perché sono state utilizzate delle vere proprie armi, perché il rischio che qualche poliziotto potesse rimanere ucciso è stato assai alto. Non sono più tollerabili giornate come questa e non ci possono essere soggetti politici che possano giustificare, sminuire la gravita di tali violenze: chi lo fa è un fiancheggiatore, un complice di questi delinquenti. Non ci può essere alcuna ambiguità. Dopo quanto accaduto ognuno faccia la sua parte, la giustizia in primis, attribuendo le dovute imputazioni ai gravissimi reati commessi che poi siano seguiti da condanne e pene chiare e nette, perché così non si può più andare avanti".

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