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TRIESTE - Studio internazionale analizza stress e adattamenti fisiologici dei piloti di Formula 1

Ricerca delle Universitą di Trieste e Roehampton pubblicata sul British Journal of Sports Medicine
Aggiunto il: 06/03/2026
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Uno studio internazionale condotto dall’Università degli Studi di Trieste e dalla University of Roehampton ha analizzato come i piloti di Formula One si adattino alle sollecitazioni estreme delle gare. La ricerca, realizzata con la collaborazione di tre performance coach della Formula 1 – tra cui gli allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen – è stata pubblicata sulla rivista scientifica British Journal of Sports Medicine.

Secondo lo studio, i piloti sviluppano adattamenti fisiologici altamente specifici legati alle condizioni estreme della guida: accelerazioni fino a 3–4 g, forti carichi meccanici sul collo, posture obbligate nell’abitacolo, stress termico e tempi di recupero ridotti durante una stagione sempre più intensa. I ricercatori spiegano che, pur non presentando valori fuori scala rispetto ad altri atleti per parametri generali come statura o capacità aerobica, i piloti sviluppano caratteristiche fisiche particolari. Tra queste spicca la forza del collo, fondamentale per contrastare le forze multidirezionali che agiscono sulla testa durante frenate, curve e accelerazioni, preservando precisione visiva, tempi di reazione e sicurezza alla guida. Altri adattamenti riguardano la capacità di sostenere carichi ripetuti e asimmetrici, soprattutto sugli arti inferiori durante la frenata, e lo sviluppo dei muscoli del tronco e della cintura scapolare. “La Formula 1 è uno degli sport più affascinanti ma anche tra quelli che impongono al corpo dell’atleta sollecitazioni tra le più complesse in assoluto”, spiega Alex Buoite Stella, docente di Fisiologia presso il Dipartimento universitario clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute dell’Università di Trieste e coautore dello studio. “Con questo lavoro abbiamo cercato di capire in modo sistematico come l’organismo del pilota si adatti a queste richieste, unendo ricerca scientifica ed esperienza diretta dei coach che lavorano in Formula 1”. La ricerca evidenzia inoltre il crescente impatto dei fattori ambientali nella Formula 1 moderna. Con un calendario di ventiquattro gare in ventuno Paesi e frequenti trasferte intercontinentali, lo stress termico e la gestione del recupero diventano aspetti centrali della preparazione. Alcuni studenti del Racing Team UniTS hanno analizzato le condizioni ambientali delle gare dell’ultimo campionato, stimando il possibile impatto del caldo sui piloti, anche alla luce di episodi recenti come il Gran Premio del Qatar 2023. Lo studio sottolinea come strategie quali acclimatazione al caldo, raffreddamento prima della gara e gestione mirata dell’idratazione siano sempre più utilizzate, ma spesso basate più sull’esperienza pratica che su dati raccolti direttamente durante la competizione. Per il preparatore atletico Kim Keedle, coinvolto nella ricerca, la sfida futura sarà ottenere dati sempre più precisi: “Poiché il regolamento vieta l’uso di dispositivi all’interno dell’auto, dobbiamo basarci su misurazioni esterne, con alcune limitazioni. Anche il monitoraggio della frequenza cardiaca durante la guida sarebbe un passo avanti importante per comprendere meglio le sollecitazioni e preparare i piloti”.

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