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GORIZIA - VALERIO MASSIMO MANFREDI FRA GLI OSPITI DI "CONTEA"

Aggiunto il: 14/09/2020
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Dal 24 al 27 settembre, a Gorizia, il nuovo evento fra storia, cultura ed enogastronomia

Prende il posto di Gorizia di frontiera che tornerà nel 2021

Ziberna:"Gorizia vuole ripartire, con nuove idee e il coinvolgimento di tutti"

Gusti di frontiera tornerà nel 2021, Covid 19 permettendo, ma, in attesa, Gorizia si "inventa" un nuovo evento con una forte impronta storico- culturale che si intreccia con un'enogastronomia volta a valorizzare il territorio e le sue contaminazioni.
Tutto questo è  "Contea. Profumi di cultura europea" , organizzata dal Comune di Gorizia, che, per la prima edizione,  si svolgerà in centro città dal 24 al 27 settembre ma, successivamente, si ripeterà ogni anno a fine aprile in occasione del compleanno della città

Ad ospitare l'esordio di "Contea" saranno i Giardini pubblici, dove si stanno allestendo  gazebo per incontri culturali e presentazioni di libri e piazza Battisti, in cui sarà ospitata la "Contea del gusto" con piatti tipici. 
A tenere a battesimo questa prima edizione di Contea, sarà uno dei volti più noti fra gli storici e divulgatori del nostro paese, Massimo Valerio Manfredi, autore di libri indimenticabili come Alexandros e Lo scudo di Talos.
L incontro con Manfredi, che si svolgerà venerdì 25 settembre, alle 18, nella tenda grande dei Giardini pubblici, rappresenta il prologo di AlienAzioni, la rassegna ideata da Gorizia spettacoli, giunta quest'anno alla terza edizione, che sarà presente a "Contea" con questo appuntamento. 

"Dato per scontato che Gusti di frontiera, con Covid 19 ancora ben presente, non si poteva fare abbiamo subito pensato a qualcos'altro, di più contenuto e controllabile  perchè fermi non si può stare, bisogna reagire e sperimentare cose nuove - rimarca il sindaco, Rodolfo Ziberna- ed è così che è nata l'idea di creare qualcosa che avesse a che fare con la nostra storia e il nostro territorio, facendo intrecciare vari aspetti, storia, cultura, musica ed enogastronomia e Gorizia, in questo, ha tantissimo da dare e da dire. Ma, fin da questa prima edizione, abbiamo voluto che la manifestazione rispecchiasse l'anima di questo territorio, della nostra comunità, ovvero radici forti e indistruttibili e, per questo capaci di diramarsi ovunque, con intrecci e contaminazioni di altre culture, altre idee, altre dimensioni, compresa quella fantasy. Anche per questo l'evento è collegato alla candidatura per la Capitale europea della cultura. Avremmo voluto mettere al centro il nostro castello ma i limiti dovuti all'epidemia ce lo ha impedito e, quindi, abbiamo optato per un'area del centro città, Giardini pubblici e piazza Battisti, che si presta più di altre all'organizzazione dell'evento con le prescrizioni anti Covid 19, con ingressi, uscite, controlli e igienizzazioni di cui parleremo alla presentazione ufficiale dell'evento, la prossima settimana. Gli uffici comunali stanno lavorando insieme alle altre istituzioni per organizzare la manifestazione nella massima sicurezza ma contestualmente, permettere alla gente di divertirsi e muoversi in città. Non è facile e ringrazio davvero di cuore tutte le persone che si stanno dando da fare per superare tutti gli ostacoli. Voglio anche ringraziare tutti gli operatori commerciali cittadini e le associazioni che stanno interagendo in maniera incredibile con l'evento, dai ristoratori alle librerie, ritagliandosi un ruolo da protagonisti e dimostrando la grande voglia di Gorizia di ripartire. In pochi giorni è stato messo in piedi un programma bellissimo, grazie anche a loro, che rappresenterà la base per le prossime edizioni. Non temiamo errori o problemi, ciò che conta è la volontà di guardare avanti, al futuro".

 

RISTORANTI CON MENU' DEDICATI

 

"Abbiamo chiesto ai ristoratori locali, ma anche a gelaterie e pasticcerie, di creare menu di piatti tipici locali o creare specialità legate all'evento e la risposta che sta arrivando è davvero molto positiva- racconta l'assessore alle attività produttive Roberto Sartori-, anche dall'Ascom abbiamo ricevuto la massima disponibilità a collaborare e l'auspicio è che Contea possa rappresentare anche una riscoperta della cucina locale, frutto di tante contaminazioni e sempre in evoluzione. Quindi ci sarà la Contea del gusto in piazza Battisti ma anche i nostri ristoranti presenteranno eccellenti menu da valorizzare. 

 

LIBRERIE PROTAGONISTE DI GORIZIA, CAPITALE DELLA LETTURA

 

A Contea, il libro e gli incontri con gli autori, non potevano che avere un ruolo importante. Le librerie, in pochissimo tempo, hanno messo in piedi una serie di appuntamenti che si svolgeranno nelle tende dei Giardini pubblici, con diversi argomenti. "L'adesione è stata davvero importante e appassionata- conferma l'assessore alla cultura, Fabrizio Oreti-, e voglio ringraziare i gestori delle librerie per il grande sforzo che stanno facendo. Saranno appuntamenti variegati e di grande interesse, dalla storia in senso stretto, alla gastronomia, all'evoluzione della società. Avremo anche, fra gli ospiti, degli storici locali di altissimo livello. 

 

CONCERTI  E SPETTACOLI  FRA TEATRO E TENDONE

 

Anche la musica avrà uno spazio a Contea e uno dei concerti vedrà protagoniste le donne. "Si tratta di giovani cantautrici goriziane- spiega l'assessore alle pari opportunità, Marilena Bernobich- impegnate contro la violenza sulla donna. Tanti passi sono stati fatti dalle condizioni femminili ai tempi della Contea, ma tanti sono ancora da fare"

 

FIGURANTI MEDIEVALI CON LA TENDA DIDATTICA E IL DANZAR GIOIOSO 

 

Non potevano mancare i figuranti con abiti medievali che saranno presenti anche con una tenda didattica ai Giardini pubblici che si intrecceranno con le dame di "Danzar gioioso" che si cimenteranno in balli medievali

 

 

Storia di Gorizia

Dal 1001 al 1500
Dal 1001 al 1500 – La grande contea di Gorizia

Anche se la zona fu abitata fin dalla preistoria e fu sede di insediamenti romani, Gorizia viene citata ufficialmente per la prima volta il 28 aprile del 1001, in un documento in cui l'Imperatore Ottone III dona il castello di Salcano (Siliganum) e la "villa che nella lingua degli Slavi viene chiamata Gorica" per metà al Patriarca di Aquileia, e per l'altra metà al conte del Friuli Guariento, della casata degli Eppenstein. Il possesso dell'area goriziana restò nelle mani del casato degli Eppenstein finché questa dinastia fu chiamata a governare il ducato carinziano (nel 1090), e quindi si estinse (1122 - 1125).
Attraverso un'intricata linea di successione, al dominio della contea pervenne allora una stirpe che aveva già acquisito numerosi possedimenti in Austria, intorno a Millstatt, dove aveva fondato la celebre abbazia.
I Conti di Gorizia sarebbero quindi discendenti diretti dei conti di Val Pusteria e Lurngau, pur essendo anche imparentati con la famiglia bavarese dei conti Ariboni: alle origini della casata dovrebbero essere Liutgarda e il conte Aribo, fondatore appunto del convento di Millstatt, sul quale i Conti di Gorizia esercitarono, sin dalle origini, la loro avvocazia ereditaria.
Essi ebbero due figli: Enghelberto e quel Meginhard, o Mainardo, che risulta citato anche in un documento aquileiese del 1064, quale "Meginardus de Guriza".

La storia dei Conti di Gorizia è fortemente legata al Patriarcato di Aquileia, del quale erano gli "avvocati". I patriarchi, dominando il Friuli, rappresentavano un ostacolo alle mire espansionistiche dei Conti verso la pianura padana. Di qui una serie ininterrotta di fatti d'arme che costellarono la storia del Medioevo friulano. Nel quadro di questi conflitti, il 21 gennaio 1202, in una chiesetta presso Cormons i cui ruderi sono ancora visibili, fu stipulato il Trattato di San Quirino, che sancì ufficialmente il riconoscimento ai Conti di Gorizia del pieno possesso dell'area goriziana. I Conti si adoperarono allora a completare i loro possedimenti sparsi, unificandoli e consolidandoli in domini ben delimitati con l'edificazione di castelli, con l'obiettivo di staccare così definitivamente il territorio di Gorizia dal Patriarcato.
 

Dal 1200 l'importanza dei Conti di Gorizia nell'ambito dell'Impero comincia a crescere in modo esponenziale. Nel 1210 la città ottiene la concessione imperiale di tenere il mercato una volta all'anno in occasione della festa di San Giovanni Battista. Sempre a Mainardo II viene concesso il privilegio di battere moneta. Negli stessi decenni, i Conti cominciarono la loro espansione verso l'Istria, mentre si consolidava una convergenza di interessi tra Tirolo e Gorizia, che si concretizzò con il matrimonio di Mainardo III e Adelaide. Nel 1253, si compie la fusione fra le contee di Gorizia e del Tirolo. Mainardo III divenne così anche Mainardo I del Tirolo. Nel frattempo, i Conti consolidano anche in Friuli la loro egemonia: Alberto prima, e poi il figlio Enrico II, riuscirono a diventare i veri signori della regione, occupando Tolmezzo, Sacile, Caneva, Tricesimo ed altre terre, oltre a Tolmino, nell'alta valle dell'lsonzo. Persino Gemona aprì le porte ai Goriziani.

Enrico II, nato nel 1266 e figlio di Alberto II, fu forse il personaggio più affascinante della casata. Enrico II accarezzò il sogno di espandere i suoi possedimenti in territorio italiano, sconfiggendo definitivamente il Patriarcato di Aquileia. Occupò parte della Carnia. Si alleò quindi con Verona, patteggiando con Cangrande della Scala e marciò verso Treviso e Padova, assoggettando queste città nel 1319. Ma Enrico II non completò il suo grande progetto: nel 1323, all'età di 57 anni, la morte lo colse improvvisamente ( e misteriosamente, tanto che per molto tempo si credette fosse stato avvelenato da sicari inviati dagli Estensi) durante un banchetto. Sotto Enrico II la Contea di Gorizia raggiunge un'estensione davvero notevole: i suoi domini vanno dall'Istria al Tirolo, dal Veneto all'attuale Slovenia.

Fra i successori di Enrico II, spiccò in particolare l'azione di Mainardo VII, tesa ad assicurare la sopravvivenza della dinastia, benché nel 1363 i conti fossero stati costretti a cedere il Tirolo agli Asburgo. Nel 1394 Enrico IV, figlio di Mainardo VII, iniziò un regno lunghissimo, che sarebbe durato fino al 1454.
Nel 1415, a Costanza, il conte Enrico ricevette dal re Sigismondo d'Ungheria la solenne investitura dei suoi feudi imperiali: la contea di Gorizia con tutti i suoi annessi, la contea Palatina in Carinzia, il tribunale di Flambro in Friuli e la contea di Heunburg. Venezia, intanto, nel 1420 abbatteva definitivamente il quasi millenario Patriarcato di Aquileia, estendendo i suoi possedimenti nel Bellunese e in prossimità dell'Isonzo.
Nel 1424, Enrico IV e il fratello dovettero presentarsi a Venezia, quali eredi dei feudi friulani di Gorizia, e dunque obbedienti alla Serenissima. Questo atto diventava per Venezia ragione di pretesa sui possessi goriziani e sulla stessa Gorizia: la Serenissima, anche nel quadro delle devastanti invasioni dei Turchi in Friuli, occupò Gradisca, costruendovi una fortezza. Il 12 aprile 1500, il conte Leonardo di Gorizia-Tirolo, che aveva sposato Paola Gonzaga, morì senza eredi nel castello di Bruck, presso Lienz.
 

 

 

 

Biografia Valerio Massimo Manfredi

(Treccani)

 

Archeologo, giornalista e scrittore italiano (Piumazzo di Castelfranco Emilia, 1943). Laureato in Lettere all'Università di Bologna e specializzato in Topografia del mondo antico all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dal 1980 al 1986 ha insegnato presso lo stesso ateneo, quindi all'Università di Venezia (1987) e successivamente alla Loyola University of Chicago, all'Ecole pratique des hautes études della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano. Ha condotto numerose spedizioni, tra cui vanno citate la spedizione Anabasi in cui ha ripercorso l’itinerario della ritirata dei Diecimila descritto da Senofonte, la spedizione Har Karkom (Israele) e la ricognizione del sito del Trofeo dei Diecimila; ha inoltre partecipato  a varie campagne di scavo in Italia (siti di Lavinium, Forum Gallorum e Forte Urbano). Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di saggi storici (Petra e le città morte della Siria, 1983; La strada dei diecimila. Topografia e geografia dell'Oriente di Senofonte, 1986; Gli etruschi in Val Padana, 1991; Mare Greco - Eroi ed esploratori del mondo antico, 1994; I Celti in Italia, 1999; I Greci d'Occidente, 2000; La tomba di Alessandro - L'enigma, 2009), ha affiancato con felici esiti l’attività di studio e di ricostruzione storico-archeologica all’esercizio della scrittura letteraria, come attestano successi editoriali quali la Trilogia di Aléxandros (Il figlio del sogno, Le sabbie di Amon e Il confine del mondo, 1998), la serie di Ulisse (Il mio nome è Nessuno - Il giuramento, 2012; Il mio nome è Nessuno - Il ritorno, 2013) e, tra gli altri, i romanzi  storici Palladion (1985), L'oracolo (1990), La torre della solitudine (1996), L'ultima legione (2002), L'armata perduta, 2007 (Premio Bancarella 2008), Idi di marzo (2008), Otel Bruni (2011). Di rilievo anche la sua attività di sceneggiatore per la televisione (Il cielo sotto il deserto, 1998; Akhenaton - Il Faraone eretico, 2000) e per il cinema (L'inchiesta, 2006; L'ultima legione, 2007; 11 settembre 1683, 2012) e di conduttore televisivo di programmi di divulgazione scientifica (Stargate - Linea di confine, 2004-2008; Impero, 2008; Metropoli, 2013). Tra le sue pubblicazioni più recenti vanno citate: Le meraviglie del mondo antico (2014); Le inchieste del colonnello Reggiani (2015); entrambe del 2016, Andare per l'Italia etrusca e Teutoburgo; Quinto comandamento (2018); nel 2019, Sentimento italiano. Storia, arte, natura.

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