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MONFALCONE - Bullian: "In attesa da oltre una settimana di una risposta del sindaco sulla proposta di legge"

Aggiunto il: 26/05/2026
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“Devo rispondere a tre questioni che Cisint ha sollevato contro il sottoscritto”. Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale indipendente di Patto-Civica FVG, intervenendo sul dibattito relativo alla proposta di legge depositata in Consiglio regionale.

“Surreale che Cisint dichiari che io mi guardo dal presentare la proposta di legge che ho depositato in Consiglio regionale al Comune di Monfalcone: semplicemente sono in attesa di sapere se il Sindaco è interessato o meno a ricevermi e da oltre una settimana sto aspettando la data”, afferma Bullian. Il consigliere regionale aggiunge che “prima di intervenire a riguardo in conferenza stampa, Cisint si sarebbe potuta confrontare con il Sindaco Fasan e avrebbe evitato un’invettiva a vuoto. Poi Fasan avrebbe potuto sempre correggerla, ma non sembra quel ‘tipo d’uomo’”. Bullian replica inoltre alle accuse rivoltegli sul tema dell’integrazione: “Non sono io che ‘me ne frego’ di una parte della popolazione di Monfalcone, ma – semmai - lo sarà lei, con una battaglia a senso unico contro i musulmani che vivono a migliaia in città nonostante i dieci anni di amministrazione a trazione leghista, durante i quali gli stranieri sono cresciuti di oltre 4mila persone”. Il consigliere regionale rivendica quindi i contenuti della proposta legislativa: “Io ho proposto una strada nuova e l’ho declinata con investimenti pubblici e servizi che la Città e il Mandamento attendono. Ribadisco che va intanto condivisa la scelta dello strumento legislativo, poi discuteremo nel merito sulle singole proposte”. Secondo Bullian, “chi dice di aver letto la proposta, è in cattiva fede se non coglie gli aspetti utili a tutta la popolazione, senza distinzioni e discriminazioni”. Nel dettaglio, il consigliere richiama alcuni dei temi affrontati nel testo depositato: “Come si fa ad esempio a negare l’esigenza di un Piano straordinario di edilizia pubblica e privata in una Città definita ad alta tensione abitativa a livello nazionale negli anni 2002-2003 dal CIPE, peraltro prima dell’arrivo in città dei bangladesi? Come si fa a negare l’esigenza di nuovi posti di asilo nido e di scuole dell’infanzia visti i dati oggettivi che ne documentano la carenza e le lunghe liste d’attesa?”. “Negare questo significa lavorare - di fatto - contro la popolazione di Monfalcone e della Bisiacaria”, conclude Bullian.

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