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TRIESTE - Cisl Fp lancia l'allarme: "Negli uffici manca fino al 30% del personale"

Aggiunto il: 23/06/2026
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Il sindacato punta il dito contro il caro-affitti che spinge molti vincitori di concorso a rinunciare all’assunzione o a chiedere il trasferimento. Della Ricca e Marcianò: “Serve un piano straordinario di social housing pubblico”.

Carenza di personale negli enti pubblici del Friuli Venezia Giulia, con scoperture che in alcuni settori arriverebbero fino al 30 per cento degli organici. A lanciare l’allarme è la Cisl Funzione Pubblica regionale, che individua tra le principali cause della situazione il crescente costo degli affitti e più in generale dell’abitare. A intervenire sono la reggente della Cisl Fp Friuli Venezia Giulia, Renata Della Ricca, e il coordinatore delle Funzioni Centrali, Luigi Marcianò, che chiedono l’avvio di un piano straordinario di social housing rivolto ai dipendenti pubblici assegnati in regione. «Serve urgentemente un piano straordinario di Social Housing del Pubblico, che preveda l’utilizzo degli immobili di Inps, Inail e Regione per azzerare il caro-affitti e far rimanere sul territorio i vincitori dei concorsi», affermano i rappresentanti sindacali. Secondo la Cisl Fp, numerosi vincitori di concorso destinati a ministeri, enti pubblici, prefetture, questure e altre amministrazioni statali presenti in Friuli Venezia Giulia rinunciano all’incarico oppure chiedono rapidamente il trasferimento in altre sedi. Alla base della scelta vi sarebbe la difficoltà di sostenere il costo della vita, in particolare quello degli alloggi. Il sindacato evidenzia come uno stipendio medio da neoassunto nella pubblica amministrazione, stimato attorno ai 1.500 euro netti mensili, renda difficile sostenere canoni di locazione elevati, soprattutto per il personale proveniente da altre regioni. «A fronte di una situazione di carenza di organici che ha raggiunto livelli inaccettabili, con uffici strategici per i servizi ai cittadini e alle imprese che rischiano la paralisi a causa di un turn-over quasi azzerato, della “fuga” costante di personale e della imminente apertura della mobilità, riteniamo che non ci sia più tempo da perdere. È indispensabile attivare e condividere immediatamente una politica coordinata di Social Housing a livello regionale», sottolineano Della Ricca e Marcianò. La proposta avanzata dalla Cisl Fp prevede l’utilizzo del patrimonio immobiliare inutilizzato o sfitto di enti pubblici e previdenziali, in particolare Inps, Inail e Regione, trasformandolo in alloggi a canone calmierato destinati prioritariamente ai lavoratori pubblici fuori sede. Tra le richieste figurano l’apertura di un tavolo permanente di coordinamento istituzionale con Regione, Prefetture, Comuni capoluogo, Anci e vertici regionali di Inps e Inail, la mappatura degli immobili pubblici disponibili e la predisposizione di accordi di programma per la ristrutturazione e la gestione degli alloggi. La proposta, riferisce il sindacato, è stata già condivisa anche con il direttore regionale dell’Inps, Marco de Sabbata. «Se non si interverrà sulla leva del welfare abitativo, i servizi pubblici essenziali, dalla giustizia alla previdenza, dalla sicurezza alle dogane fino all’ispettorato del lavoro, subiranno un collasso inevitabile. Ridurre l’impatto del costo della vita significa difendere la qualità dei servizi per i cittadini di questa regione», concludono Della Ricca e Marcianò.

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