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TRIESTE - Rifondazione Comunista aderisce alla mobilitazione contro i provvedimenti abitativi del Governo

Aggiunto il: 23/06/2026
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Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha annunciato la propria adesione alla mobilitazione nazionale promossa dai sindacati degli inquilini per il 23 giugno, esprimendo una netta contrarietà alle misure contenute nel cosiddetto “DDL Piano Casa” e nel “DDL Sgomberi” proposti dal Governo. Secondo Rifondazione Comunista, i provvedimenti in discussione rappresentano un attacco al diritto all’abitare e rischiano di aggravare le difficoltà delle fasce sociali più fragili, senza affrontare le criticità strutturali del sistema abitativo italiano.

Nel documento diffuso dal partito vengono avanzate una serie di richieste rivolte al Governo e alle istituzioni, a partire da un piano straordinario di investimenti nell’edilizia residenziale pubblica. In particolare, il partito chiede «il ripristino immediato del fondo per il sostegno agli affitti», «lo stanziamento di risorse per la riqualificazione delle migliaia di alloggi popolari chiusi e inutilizzati», «la moratoria immediata degli sfratti per morosità incolpevole e il blocco dei pignoramenti delle prime case», oltre all’approvazione di «una legge urbanistica che fermi il consumo di suolo e la svendita delle città agli immobiliaristi». Nel testo viene inoltre evidenziato come l’obiettivo della mobilitazione sia quello di «bloccare questi provvedimenti classisti e antipopolari e rilanciare l’edilizia pubblica come pilastro fondamentale dello stato sociale». A sostegno della protesta, la Federazione triestina del Partito della Rifondazione Comunista ha partecipato alla conferenza stampa dedicata al diritto all’abitare promossa dalle organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini presso la sede della Uil. Nel corso dell’incontro è stato richiamato il quadro della situazione abitativa in Friuli Venezia Giulia e a Trieste. Secondo quanto illustrato, a fronte di circa 8.500 domande presentate per l’accesso alle misure di sostegno, soltanto una quota limitata avrebbe ottenuto risposta positiva. È stato inoltre evidenziato come il patrimonio Ater regionale comprenda circa 4.600 alloggi non utilizzabili perché in condizioni di inabitabilità o in attesa di interventi di ristrutturazione, dei quali circa 2.700 nel solo capoluogo giuliano. Tra le criticità segnalate figurano anche l’elevato numero di appartamenti sfitti, la pressione esercitata dalla crescita del turismo sul mercato immobiliare e la carenza di alloggi destinati agli studenti.

«Anche nella nostra Regione e nella nostra città, c’è bisogno di mettere il diritto all’abitare al centro dell’agenda politica», sottolinea nella nota Gianluca Paciucci della Federazione di Trieste del Partito della Rifondazione Comunista.

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