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GORIZIA - Il progetto "Dare voce a chi voce non ha" su conclude con la presentazione di due murales

Aggiunto il: 25/06/2026
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Si è concluso con la presentazione dei due murales realizzati nell’ambito del laboratorio “Dare colore alla libertà” il progetto “Dare voce a chi voce non ha”, iniziativa dedicata ai temi dell’inclusione sociale, della salute mentale e della partecipazione culturale. Le opere sono state simbolicamente consegnate alla città nel corso di un incontro pubblico ospitato in via Baiamonti, alla presenza del presidente della Cooperativa Sociale La Cisile, Mauro Perissini, dell’assessore alle Politiche sociali, della famiglia, della disabilità, dell’assistenza e sanitarie del Comune di Gorizia, Silvana Romano, di Paolo Manià per AcegasApsAmga e di Donatella Lah, referente della cooperativa per il servizio promotore dell’iniziativa. «Nessuno avrebbe potuto realizzare da solo un progetto come questo», ha sottolineato Perissini, ricordando come il percorso abbia coinvolto persone seguite dai servizi territoriali, cittadini, operatori, artisti, istituzioni e partner locali in un lavoro dedicato ai temi della libertà, della partecipazione e della valorizzazione delle persone. Il progetto ha portato alla realizzazione di due murales: uno in via Baiamonti, firmato dall’artista Michele Nardon con il coinvolgimento diretto dei partecipanti, e uno nel piazzale della Casa Rossa, realizzato da Mattia Campo Dall’Orto, che ha sviluppato una propria interpretazione artistica a partire dagli spunti emersi durante il laboratorio. L’opera di via Baiamonti rappresenta il tema della libertà attraverso l’immagine di una donna che spezza le catene che la trattengono e di una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, simbolo proposto da Rossella Lestuzzi come metafora della possibilità di ricominciare. Il progetto è nato in occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia e nel contesto delle iniziative di GO!2025, inserendosi nel percorso di riflessione che Gorizia porta avanti sui temi della libertà, dell’inclusione e della partecipazione. «Gorizia dimostra ancora una volta una grande capacità di fare rete sui temi sociali», ha dichiarato l’assessore Silvana Romano. «Attraverso iniziative come questa si creano occasioni concrete di partecipazione e cittadinanza attiva, grazie al lavoro quotidiano del Centro di Salute Mentale, delle cooperative e delle tante realtà che operano sul territorio». Le due opere sono state realizzate su cabine elettriche messe a disposizione da AcegasApsAmga, trasformando infrastrutture tecniche in spazi di espressione artistica. «Noi non consideriamo iniziative come questa semplicemente dei progetti di murales, ma veri e propri progetti di comunità», ha evidenziato Paolo Manià di AcegasApsAmga. «Le nostre infrastrutture sono essenziali per la vita quotidiana ma spesso passano inosservate. In questo caso una cabina elettrica diventa invece un luogo di bellezza, partecipazione e relazione con il territorio». Nel corso dell’incontro Donatella Lah ha ripercorso le diverse fasi dell’iniziativa, ricordando come i murales rappresentino il risultato finale di un percorso di laboratori e attività creative dedicate al tema della libertà. È stato inoltre letto il messaggio inviato da Miriam Pizzamiglio, che ha collaborato alla realizzazione del murale insieme a Rossella Lestuzzi ma non ha potuto partecipare all’evento perché impegnata negli esami di Stato: «Dipingendo questo murale abbiamo visto molte persone fermarsi, osservare e apprezzare il tentativo di portare un po’ di colore in un luogo della quotidianità. Spero che sia il primo di tanti murales a Gorizia capaci di far riscoprire l’arte come strumento per contrastare l’impersonalità a cui spesso la società ci sottopone». L’esperienza è stata scelta dalla studentessa come “Capolavoro” nell’ambito del proprio percorso di maturità. Attivo dal maggio 2024, “Dare voce a chi voce non ha” promuove occasioni di partecipazione, espressione e cittadinanza attiva attraverso attività culturali e artistiche realizzate con il coinvolgimento del Centro di Salute Mentale di Gorizia, di Arcigong e di numerose realtà associative e artistiche del territorio. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Fondo Beneficenza Intesa Sanpaolo.

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