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VENEZIA - II Pd denuncia l'insufficienza dei servizi per i Disturbi psichiatrici tra bambini e adolescenti

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Aggiunto il: 25/06/2026
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Rafforzare i servizi di neuropsichiatria infantile, colmare la carenza di personale, aggiornare i dati regionali e predisporre un nuovo piano di interventi per la salute mentale di bambini e adolescenti. Sono le richieste avanzate dalle consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, vicepresidente della Commissione sociosanitaria del Consiglio regionale del Veneto, Annamaria Bigon e Monica Sambo, componenti della stessa Commissione, nel corso di una conferenza stampa ospitata a Palazzo Ferro Fini sul tema della presa in carico dei minori con disturbi psichiatrici. All’incontro sono intervenuti anche Paolo Rigon, già direttore dell’UOC Materno infantile età evolutiva e famiglia, e Margherita Miotto, già consigliera regionale, mentre erano presenti il presidente della Quarta Commissione Gianpaolo Trevisi e il consigliere regionale Antonio Dalla Pozza, entrambi del Pd. «Gli ultimi dati resi pubblici sono frutto di una richiesta di accesso agli atti presentata nell’agosto 2023 e sono stati ben tre i successivi solleciti, senza risposta, per avere dalla Regione dati completi e aggiornati. Ma possiamo dire con certezza due cose: da un lato esiste in Veneto un divario rilevante fra il fabbisogno di assistenza e la presa in carico effettiva dei bambini e degli adolescenti con disturbi neuropsichici e psichiatrici. E che, in parallelo, c’è la necessità che la Regione intervenga con misure di rafforzamento per coprire una pesante lacuna in termini di cura e capacità di intercettare troppi casi di giovanissimi che restano fuori da qualsiasi percorso diagnostico e terapeutico», ha affermato Luisetto. Bigon ha evidenziato come «su 800 minori ricoverati, ben 200 ha ricevuto un trattamento nei reparti di psichiatria per adulti», dato che, secondo la consigliera, dimostra la carenza di investimenti regionali in salute mentale, personale e posti letto dedicati agli adolescenti. Sambo ha invece sottolineato la necessità di disporre di dati «più aggiornati e trasparenti», ritenendoli indispensabili sia per evidenziare le criticità del settore sia per sviluppare analisi che coinvolgano anche il sistema educativo. Nel corso dell’incontro Rigon ha illustrato i dati raccolti, ricordando che in Italia il 20% della popolazione tra 0 e 17 anni presenta disturbi in ambito neuropsichiatrico, mentre in Veneto solo il 7,3% dei minori accede ai servizi dedicati e appena il 4,4% riceve una diagnosi neuropsichiatrica. Ha inoltre evidenziato che oltre il 60% dei casi rimane non intercettato, meno dell’1% dei minori con disturbi psichiatrici riesce a seguire un percorso terapeutico e che i servizi registrano una forte carenza di personale, con circa la metà dei dirigenti sanitari previsti e un deficit del 40% nelle professioni sanitarie rispetto al fabbisogno. Miotto ha osservato come il fabbisogno potenziale interessi circa 140 mila famiglie venete, chiedendo un monitoraggio costante dei servizi, il loro inserimento nei Livelli essenziali di assistenza e una programmazione territoriale più efficace. Nelle conclusioni Luisetto ha proposto «un piano di assunzioni triennale che riallinei la dotazione di personale agli standard nazionali, accompagnato dal ripristino delle Unità funzionali distrettuali per adolescenti, dall’attivazione dei Centri Terapeutici diurni e da un monitoraggio periodico e approfondito, con pubblicazione dei dati riguardanti le attività dei servizi», evidenziando inoltre la necessità di ampliare il monitoraggio sui minori seguiti dai servizi territoriali e ospitati nelle comunità educative e terapeutiche.

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