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Il Reddito regionale di reinserimento lavorativo è una misura recente, pensata come strumento di politica attiva per favorire il ritorno al lavoro e non come forma di assistenzialismo. È quanto ribadisce l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione della Toscana, Alberto Lenzi, intervenendo nel dibattito sviluppatosi in questi giorni in Consiglio regionale e sulla stampa. «Il Reddito regionale di reinserimento é una misura nuova, pensata come azione di politica attiva e non mero assistenzialismo. È dannoso e strumentale lasciarsi andare a giudizi affrettati». L’assessore respinge inoltre le critiche rivolte dalla minoranza, sostenendo che «Gli attacchi scagliati dalla destra contro la giunta e il Reddito sono scorretti e formulati ben prima di conoscere i contenuti della nostra risposta in aula». Il Reddito regionale di reinserimento lavorativo (RRRL), introdotto dalla Regione Toscana in accordo con le parti sociali riunite nella Commissione Tripartita, prevede un contributo di 500 euro mensili per un massimo di nove mesi a favore delle persone disoccupate, subordinato alla partecipazione a percorsi gratuiti di orientamento, riqualificazione e politiche attive del lavoro. La misura è finanziata con 23 milioni di euro provenienti dagli utili di gestione di Arti, l’Agenzia regionale toscana per i servizi per l’impiego. Dopo una rimodulazione dei requisiti introdotta a maggio, le domande presentate sono salite a 1.117. Attualmente 48 beneficiari stanno già percependo il contributo, mentre altre 345 richieste sono state accolte e sono in attesa dell’erogazione; 12 domande sono invece state annullate dagli stessi richiedenti prima della presa in carico da parte dei Centri per l’impiego, mentre le restanti risultano ancora in fase di istruttoria. «La media giornaliera delle domande accolte dal sistema – spiega Lenzi - è passata da circa 1,8 domande al giorno della fase iniziale a circa 34 domande al giorno tra la rimodulazione sui requisiti, intervenuta dopo metà maggio e il 18 giugno scorso. Dunque una crescita notevole in poco meno di un mese». Lenzi conferma la disponibilità della Regione a migliorare ulteriormente lo strumento: «Restiamo aperti al confronto con l’obiettivo di rendere sempre più efficace questa novità nel panorama regionale, che abbiamo chiamato Reddito di reinserimento e non di cittadinanza, perché consapevoli che si può sempre fare di più e meglio, ma ritengo inaccettabili atteggiamenti non costruttivi e non rispettosi», ricordando inoltre come «alcuni consiglieri di centro destra abbiano preferito sottrarsi alla discussione, non partecipando a incontri a cui erano stati invitati nei mesi scorsi». L’assessore difende anche il ruolo della Commissione regionale Tripartita, contestando le critiche rivolte all’organismo di concertazione con le parti sociali. «Ritengo offensivo affermare che questo organismo non funziona, essendo un luogo di confronto e discussione in cui trovano spazio realtà fondamentali del tessuto economico e sociale della Toscana». Infine, Lenzi ribadisce l’impegno della Regione a proseguire nel perfezionamento della misura. «Sicuramente – conclude Lenzi – continueremo a impegnarci, come ribadito dallo stesso presidente Giani, a perfezionare l’intervento. E lo faremo seguendo la strada che abbiamo intrapreso finora, agendo in modo unitario con sindacati e associazioni di categoria e con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, obiettivo che troppo spesso la destra mostra nei fatti di non condividere».
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