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VEROLI - Concluso il progetto "A Casa Nostra": autonomia, formazione e lavoro per dodici persone con disabilità

Date Added: 29/06/2026
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Il coordinatore Daniele Latini: “Non possiamo permetterci di interrompere un percorso che ha aperto nuove possibilità di vita e di lavoro”

Si è svolto a Veroli l’evento conclusivo di “A Casa Nostra”, il progetto realizzato dalla Cooperativa Sociale Diaconia nell’ambito dell’Investimento 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), promosso dal Distretto Sociale B e finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU. L’iniziativa ha rappresentato il momento finale di un percorso che, nell’arco di un anno, ha coinvolto dodici persone con lieve disabilità in un’esperienza orientata alla vita indipendente, attraverso attività di cohousing, formazione, mobilità autonoma e inserimento lavorativo.

All’incontro, moderato da Pietro Di Alessandri, animatore territoriale di Confcooperative Lazio Sud, hanno partecipato il sindaco di Veroli, Germano Caperna, l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Assunta Parente, la responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Sociale B, Francesca Fiorella, il direttore generale della Cooperativa Diaconia, Loreto D’Emilio, e il coordinatore del progetto, Daniele Latini, insieme ai beneficiari, alle loro famiglie, agli operatori e ai tutor aziendali. Il progetto si è sviluppato attorno a quattro pilastri fondamentali – casa, territorio, formazione e lavoro – grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da coordinatore, psicologo, assistente sociale ed educatori, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso di crescita personale e inclusione sociale. Nel corso dell’iniziativa, Francesca Fiorella, responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Sociale B, ha evidenziato come il progetto rappresenti un’importante innovazione nell’approccio alla disabilità, offrendo strumenti concreti per favorire l’inserimento lavorativo e la partecipazione attiva alla vita della comunità. “Abbiamo lavorato affinché queste persone potessero acquisire competenze e fiducia nelle proprie capacità”, ha dichiarato il coordinatore del progetto, Daniele Latini. “Il 30 giugno il progetto terminerà formalmente con la conclusione del finanziamento PNRR, ma stiamo lavorando per dare continuità a un’esperienza che ha prodotto risultati importanti. I dodici beneficiari coinvolti si trovano in una condizione di confine tra piena inclusione sociale e rischio di isolamento. Non possiamo permetterci di interrompere un percorso che ha aperto nuove possibilità di vita e di lavoro”. Anche il sindaco di Veroli, Germano Caperna, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Ringrazio Diaconia, il Distretto Sociale B e tutti coloro che hanno creduto in questa iniziativa. Il valore di ‘A Casa Nostra’ va oltre i confini di Veroli: ha creato una comunità aperta, in cui persone provenienti da territori diversi hanno potuto conoscersi, crescere insieme e costruire nuove autonomie”. Particolare rilievo è stato dato al percorso di inserimento lavorativo: nove partecipanti hanno infatti svolto tirocini presso realtà del territorio, tra cui AICS, Diaconia, Fattoria Vetuscolana, Videocoop e Monastero di Sant’Erasmo, maturando competenze professionali e relazionali. Nel corso della mattinata sono state inoltre raccolte le testimonianze dei beneficiari e dei loro familiari, affiancate dalla proiezione del cortometraggio “Kairos”, ideato e realizzato da Chris Riccardi insieme ai partecipanti al progetto. A chiudere l’incontro è stato il direttore generale della Cooperativa Diaconia, Loreto D’Emilio, che ha evidenziato l’impatto umano dell’iniziativa: “Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, emozioni e percorsi di vita. La sfida oggi è interpretare concretamente i principi contenuti nell’articolo 38 della Costituzione e nelle più recenti normative sulla disabilità, mettendo al centro desideri, aspettative e progetti di vita delle persone. Diaconia continuerà a collaborare con le istituzioni per costruire servizi sempre più rispondenti ai bisogni delle fragilità del territorio”.

L’obiettivo condiviso da istituzioni, terzo settore e famiglie è ora quello di individuare strumenti capaci di garantire continuità ai percorsi avviati, affinché le autonomie conquistate dai dodici beneficiari possano tradursi in opportunità stabili di inclusione sociale e lavorativa.

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