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Il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Russo: “Per anni il centrodestra ha annunciato una riforma epocale delle Province. Oggi, invece, sta tirando fuori dal freezer gli avanzi della riforma Serracchiani provando a spacciarli per una cena stellata”
Il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Russo interviene sul disegno di legge n. 86, all’esame del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, criticando l’impianto della riforma delle Province proposta dalla maggioranza di centrodestra. Secondo l’esponente dem, il provvedimento arriva con un forte ritardo e non attribuisce ai nuovi enti competenze politiche e strategiche, limitandosi a trasferire funzioni già oggi svolte dagli Enti di decentramento regionale (Edr). “Per anni il centrodestra ha annunciato una riforma epocale delle Province. Oggi, invece, sta tirando fuori dal freezer gli avanzi della riforma Serracchiani provando a spacciarli per una cena stellata”, afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Russo. Nel merito del provvedimento, Russo sostiene che il testo non affronti le reali esigenze del governo del territorio. “Il provvedimento arriva con otto anni di ritardo, è incompleto e non attribuisce alle nuove Province competenze politiche e strategiche, limitandosi a trasferire funzioni che gli Edr già svolgono efficacemente”, osserva. Secondo il consigliere regionale, senza un effettivo trasferimento di competenze dalla Regione ai nuovi enti, la riforma rischia di rimanere un’operazione esclusivamente organizzativa. “Se non c’è il coraggio di trasferire poteri reali dalla Regione ai nuovi enti questa operazione rischia di creare soltanto nuove poltrone, senza risolvere i problemi del governo del territorio. Il Friuli Venezia Giulia avrebbe bisogno di un modello moderno, costruito sulle nuove esigenze dei territori, non del ritorno a un’impostazione ormai superata”, aggiunge. Russo conclude rivolgendo un appello alla maggioranza affinché il percorso referendario sia accompagnato da un ampio coinvolgimento della cittadinanza. “Su una riforma di questa portata servono trasparenza e partecipazione, non la fretta di chiudere una partita politica; se questa operazione verrà percepita come una furbizia, i cittadini volteranno ulteriormente le spalle a una politica la cui credibilità è già ai minimi storici”, conclude il consigliere regionale del Partito Democratico.
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