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UDINE - Moretuzzo: «Serve ripensare il modello di area vasta, bocciate tutte le proposte senza confronto>

Aggiunto il: 30/06/2026
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Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG critica il disegno di legge 86 e denuncia la chiusura della maggioranza al dibattito sugli emendamenti presentati.

Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo, interviene sul disegno di legge 86 relativo al riordino delle Province, sostenendo che il provvedimento avrebbe dovuto rappresentare un’occasione per rivedere l’intero modello di governo delle aree vaste del Friuli Venezia Giulia. «Il disegno di legge poteva essere l’occasione per ripensare il modello di area vasta della nostra regione. Ancora una volta, però, la maggioranza ha scelto di chiudere al confronto, confermando una posizione che evita il dibattito e l’apertura a proposte alternative. Una scelta che ignora istanze e richieste dei territori e che rischia di riproporre schemi ormai superati, inutili se non addirittura dannosi», afferma Moretuzzo a margine del dibattito in Consiglio regionale. Il consigliere regionale spiega di aver presentato diversi emendamenti all’articolo 18 del provvedimento, dedicato alla riperimetrazione dei confini provinciali, avanzando varie ipotesi di riorganizzazione. Tra queste, la proposta di istituire due Province autonome, Friuli e Trieste. «Tra le ipotesi avanzate figura la creazione di due Province autonome – Friuli e Trieste – riprendendo la proposta referendaria dell’allora sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil, oggi vicepresidente della Regione, che evidentemente ha cambiato idea». Un’altra proposta riguarda invece la costituzione di una Provincia della montagna friulana con capoluogo ad Ampezzo. «Parliamo di territori accomunati da problematiche simili, che richiedono un’azione istituzionale rapida e quanto più vicina possibile alle comunità locali. Per questo abbiamo indicato la possibilità di istituire una Provincia della montagna con capoluogo Ampezzo, riconoscendone anche il ruolo storico nella Repubblica partigiana della Carnia. Una soluzione che darebbe coerenza amministrativa a un’area omogenea, evitando di ripristinare confini ormai privi di senso tra Udine e Pordenone». Moretuzzo richiama inoltre la proposta di ridefinire i confini delle Province di Gorizia e Udine, prevedendo il passaggio di alcuni Comuni della Bassa pianura friulana alla Provincia di Gorizia e l’istituzione della Città metropolitana di Trieste. «Naturalmente devono essere i territori a scegliere: la consultazione delle popolazioni interessate è una condizione imprescindibile per l’istituzione delle Province». Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG conclude criticando il mancato confronto sulle proposte avanzate: «Nessuna di queste proposte è stata nemmeno dibattuta dalla maggioranza, né è stata considerata la necessità di ripensare i confini delle vecchie Province. È l’ennesima conferma di come questa norma non sia orientata a dotare il Friuli-Venezia Giulia degli strumenti istituzionali necessari per affrontare le sfide presenti e future, ma risponda piuttosto a un’esigenza propagandistica e semplificatoria».

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