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TRIESTE - Sequestrati oltre un milione di euro falsi e migliaia di documenti contraffatti destinati al mercato europeo

Aggiunto il: 30/06/2026
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L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane nel porto di Trieste ha portato al sequestro di banconote false, documenti contraffatti e migliaia di file digitali utilizzati per la produzione di identità false. Indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Maxi sequestro nel porto di Trieste nell’ambito di un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, impegnate nelle attività di vigilanza doganale e contrasto ai traffici illeciti. I finanzieri del Comando Provinciale di Trieste, a seguito di un’attività di analisi dei flussi commerciali in ingresso attraverso il sistema Ro-Ro, hanno individuato un autoarticolato proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e diretto ad Amburgo, il cui carico risultava spedito da una società turca operante nel settore delle telecomunicazioni verso una società olandese attiva nei servizi alle imprese. Nel corso delle verifiche sono stati sequestrati 1.170.000 euro falsi, costituiti da 23.400 banconote contraffatte da 50 euro, oltre a 25 documenti d’identità falsificati, tra cui una carta d’identità marocchina, cinque passaporti rilasciati da autorità britanniche e statunitensi, cinque permessi di soggiorno riconducibili ad autorità lituane, greche e finlandesi e quattordici visti apparentemente emessi da autorità diplomatiche di Spagna, Germania e Belgio. All’interno del mezzo pesante sono stati inoltre rinvenuti un hard disk e una chiavetta USB che, a seguito degli accertamenti svolti da personale specializzato in Computer Forensics e Data Analysis, contenevano circa 10.000 file digitali comprendenti loghi, elementi grafici, fotografie, codici, font e altri dati destinati alla produzione di documenti contraffatti di numerosi Paesi europei ed extraeuropei, oltre a software e istruzioni specifiche per la loro realizzazione. Tra il materiale informatico sono stati individuati anche 110 modelli di certificati, tra cui 75 visti riferiti a numerosi Stati europei ed extra UE, 13 carte d’identità, 11 permessi di soggiorno e 9 patenti di guida. Tra queste ultime figura una patente italiana intestata a un cittadino russo richiedente asilo in Italia, attualmente irreperibile e segnalato come vicino ad ambienti dell’estremismo islamico. Secondo quanto evidenziato dagli investigatori, il fenomeno della contraffazione documentale e monetaria continua a rappresentare un settore di particolare interesse per le organizzazioni criminali transnazionali, che sfruttano tecnologie avanzate e canali di vendita online, inclusi dark web e piattaforme di messaggistica criptata. Le indagini indicano inoltre la Turchia e diversi Paesi dell’Europa orientale come principali poli di produzione e distribuzione di documenti e valori contraffatti, mentre l’Italia, e in particolare il porto di Trieste, rappresenterebbe un possibile punto di ingresso verso il mercato europeo. Tutto il materiale sequestrato, potenzialmente utilizzabile per reati quali furto d’identità, frodi nel commercio elettronico, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato posto sotto sequestro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, che ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi anche attraverso strumenti di cooperazione internazionale tra autorità giudiziarie e forze di polizia di altri Paesi europei. Come previsto dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza ricorda che le persone sottoposte a indagine devono ritenersi non colpevoli fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.

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