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TRIESTE - Presentata la rete delle Case della Comunità: oltre 11.800 interventi e sette strutture già attive sul territorio

Aggiunto il: 09/07/2026
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Sono stati illustrati i risultati del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022, realizzato grazie agli investimenti del PNRR. In programma anche una serie di incontri pubblici per far conoscere ai cittadini servizi e modalità di accesso.

L’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI) ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, lo stato di attuazione del nuovo modello organizzativo della sanità territoriale previsto dal DM 77/2022, illustrando i risultati conseguiti grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), i primi dati di attività e le prospettive di sviluppo della rete delle Case della Comunità.

ASUGI ha raggiunto gli obiettivi fissati dal PNRR con l’attivazione di sette Case della Comunità nei territori di Gorizia, Cormons, Monfalcone, Grado, Trieste (Ospedale Maggiore e via Sai) e Muggia. Gli interventi hanno riguardato sia la riqualificazione di edifici esistenti sia la realizzazione di nuove strutture, per un investimento complessivo superiore agli 84 milioni di euro, finanziato attraverso risorse del PNRR e fondi regionali. Le Case della Comunità costituiscono il fulcro del nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale, all’interno del quale operano équipe multiprofessionali composte da medici, infermieri di famiglia e comunità, specialisti, assistenti sociali e personale amministrativo, con l’obiettivo di garantire una presa in carico integrata dei cittadini, in particolare delle persone fragili e dei pazienti affetti da patologie croniche, favorendo la continuità assistenziale e riducendo il ricorso improprio agli ospedali. I primi dati confermano una risposta positiva da parte dell’utenza. Presso la Casa della Comunità Hub dell’Ospedale Maggiore, nei primi mesi del 2026, il Punto Unico di Accesso ha gestito 489 casi, l’ambulatorio infermieristico ha seguito 1.078 utenti e l’ambulatorio di Cure Primarie ha preso in carico 4.938 casi, con il 95% delle situazioni risolte direttamente sul territorio senza ricorso al Pronto Soccorso. Dall’attivazione delle strutture territoriali sono stati effettuati complessivamente 11.888 interventi, di cui 8.954 nell’area giuliana e 2.034 nell’area isontina, a conferma del progressivo consolidamento del nuovo modello organizzativo e della crescente risposta ai bisogni sanitari della popolazione. Le Case della Comunità offrono numerosi servizi, tra cui ambulatori di cure primarie, assistenza infermieristica, punti prelievo, attività specialistiche, assistenza domiciliare, Punto Unico di Accesso, servizi amministrativi, integrazione con il CUP e collegamento con i servizi sociali comunali. L’accesso è possibile direttamente nelle sedi, su appuntamento oppure attraverso il Numero Europeo Armonizzato 116117, attivo 24 ore su 24 per tutte le richieste sanitarie non urgenti. Parallelamente all’apertura delle nuove strutture, ASUGI sta sviluppando il modello organizzativo previsto dal DM 77/2022 attraverso il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale, l’integrazione con i servizi sociali, la collaborazione con gli Enti del Terzo Settore e il rafforzamento dei percorsi di presa in carico delle persone affette da patologie croniche. Per favorire una maggiore conoscenza del nuovo sistema di assistenza territoriale, sono stati inoltre programmati una serie di incontri pubblici rivolti alla cittadinanza, durante i quali saranno illustrati il funzionamento delle Case della Comunità, i servizi disponibili e le modalità di accesso. Gli appuntamenti si terranno il 15 luglio all’Auditorium di Monfalcone, il 21 luglio al Teatrino Basaglia del Parco di San Giovanni a Trieste, il 22 luglio all’Auditorium ITIS di Trieste e il 23 luglio a Cormons. Le Case della Comunità rappresentano uno dei principali interventi di riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale degli ultimi anni, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini, rafforzare l’integrazione tra sanità e sociale e promuovere un’assistenza continuativa, multidisciplinare e sempre più orientata ai bisogni del territorio.

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