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La FAST Confsal interviene sul tema della liberalizzazione del trasporto ferroviario merci e passeggeri in Europa, richiamando l’attenzione sul ruolo di ALLRAIL, l’associazione che riunisce operatori ferroviari indipendenti e che ha contestato davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea la scelta del Governo italiano di affidare a un unico soggetto pubblico la gestione della rete ferroviaria. Secondo il segretario generale della FAST Confsal, Pietro Serbassi, il processo di liberalizzazione “non ha portato ai benefici attesi in termini di qualità del servizio e di reale apertura del mercato” e solleva interrogativi su “chi rappresenta davvero l’interesse pubblico europeo, e con quale grado di trasparenza operano le associazioni che si presentano come voce dei cittadini e dei pendolari, ma che di fatto tutelano interessi industriali e finanziari privati”. Serbassi aggiunge che “dietro la retorica della ‘concorrenza a beneficio dei cittadini’ si nascondono, spesso, interessi di fondi e capitali esteri che nulla hanno a che fare con la qualità del servizio o con i diritti dei lavoratori” e osserva che “si ripropone, ci pare di capire, il solito schema: privatizzare i profitti, lasciare alla collettività i costi”. Il segretario generale della FAST Confsal rivolge quindi un appello all’Esecutivo, chiedendo “al Governo di difendere, con fermezza, il modello italiano davanti alla Corte di Giustizia e di respingere ogni pressione che porti a un dumping contrattuale e sociale sulla pelle di lavoratrici e lavoratori del settore”. Infine, Serbassi sottolinea che “la liberalizzazione, se non è accompagnata da regole chiare su occupazione, sicurezza e qualità del servizio, è solo un modo per scaricare rischi sui pendolari e sui dipendenti” e conclude: “L’Europa che vogliamo è quella che garantisce diritti e universalità del servizio, non quella che si piega agli interessi di chi vede la ferrovia solo come un mercato da spartirsi”.
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