PALMANOVA - Tellini: "La Fondazione è un passaggio storico per il futuro della città"


MONFALCONE - Da tre giorni l'area dei giardini di piazza Unità (noti per brutti avvenimenti di cronaca) sono al buio.

Il Consiglio regionale ha approvato un emendamento all’Assestamento di bilancio 2026-2028 che prevede uno stanziamento di 50 mila euro per sostenere eventi, iniziative culturali e la produzione di materiali dedicati al quarantesimo anniversario della scomparsa di don Francesco Placereani, figura di riferimento della cultura e dell’autonomismo friulano. A esprimere soddisfazione è il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, Massimo Moretuzzo, promotore della proposta. “Don Francesco Placereani (pre Checo Placerean) è stato una delle figure centrali della rinascita culturale, politica e linguistica del Friuli. Per questo abbiamo proposto che la Regione stanzi un contributo di 50mila euro per sostenere eventi, iniziative culturali e la produzione di materiali per il quarantesimo anniversario della sua scomparsa, che ricorre quest’anno. Oggi l’emendamento è stato approvato e, per questo, esprimiamo soddisfazione: è un passo importante per ricordare una delle voci più autorevoli della nostra terra, una delle colonne dell’autonomismo friulano”, dichiara Moretuzzo. Il consigliere ricorda inoltre che Placereani “fu tra i fondatori del periodico Int furlane, del Moviment Friûl e di Glesie Furlane, ispiratore della Mozione del Clero per lo sviluppo sociale del Friuli e, insieme a don Pierantonio Bellina, traduttore della Bibbia in lingua friulana. A lui si deve anche l’intuizione di istituire momenti simbolici per la comunità friulana, come la Fieste de Patrie dal Friûl del 3 aprile”. Moretuzzo sottolinea infine il contributo di Placereani alla ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976: “Il suo ruolo fu decisivo nella rinascita del Friuli dopo il terremoto del 1976: Placereani contribuì a trasformare la tragedia in una opportunità di riscatto culturale e identitario, legando la ricostruzione materiale a quella civile e istituzionale. Un impegno che trovò compimento nella nascita dell’Università di Udine, pensata come strumento di autonomia, sviluppo e coesione per l’intera comunità friulana. Ricordarlo significa riconoscere il valore di una visione che ha saputo tenere insieme cultura, identità e futuro. Il contributo approvato va in questa direzione”.
Potrebbe piacerti anche...
Non ci sono media correlati