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FIUMICINO - FAST Confsal: «Proteggere un pasto non richiede di togliere il volto a chi lo prepara>

Aggiunto il: 11/09/2026
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FAST Confsal ha inviato una diffida a Dnata, società che svolge servizi di catering aereo all’aeroporto di Fiumicino, contestando l’introduzione obbligatoria per gli addetti alla preparazione e al confezionamento dei pasti di un copricapo monouso che avvolge integralmente capo, collo e volto lasciando scoperti soltanto gli occhi. Secondo il sindacato, il presidio, presentato al personale come dispositivo di protezione individuale e da indossare per l’intero turno, sarebbe invece un indumento destinato a proteggere il prodotto alimentare dall’operatore e non il lavoratore dai rischi cui è esposto. FAST Confsal sostiene inoltre che nessuna disposizione nazionale o europea imporrebbe la copertura integrale del volto agli addetti alla preparazione dei pasti e riferisce di aver raccolto tra i lavoratori segnalazioni di difficoltà respiratorie, accumulo di calore, riduzione del campo visivo laterale e problemi nella comunicazione verbale, anche in reparti attraversati da carrelli e mezzi in movimento. L’organizzazione chiede inoltre di chiarire se l’introduzione della misura sia stata preceduta dall’aggiornamento della valutazione dei rischi e dalla consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il sindacato ha quindi chiesto la sospensione immediata dell’obbligo, la fornitura di un copricapo proporzionato al rischio effettivo e un incontro entro quindici giorni, riservandosi, in assenza di riscontro, di rivolgersi all’Ispettorato territoriale del lavoro e al servizio di prevenzione dell’azienda sanitaria competente. «La sicurezza alimentare va garantita, e nessuno lo mette in discussione», dichiara il segretario generale Pietro Serbassi. «Ma proteggere un pasto non richiede di togliere il volto a chi lo prepara. Quando una misura eccede di tanto lo scopo dichiarato, il problema smette di essere tecnico e diventa un problema di rispetto delle persone.»

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