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Parte da Trieste “Diamoci la mano: una rete di sostegno per bambini, famiglie e caregiver nei percorsi di cura e sul territorio”, progetto nazionale che vede ABC Bambini Chirurgici nel ruolo di ente capofila e punta a sviluppare un modello di cura pediatrica integrata capace di accompagnare i bambini con patologie complesse e le loro famiglie dentro e fuori dall’ospedale. L’iniziativa, della durata di 18 mesi e finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coinvolge insieme ad ABC Il Porto dei piccoli, Parent Project APS, Lega Italiana Fibrosi Cistica, MOIGE APS e la rete VIP Italia – Vivere in Positivo. Le attività copriranno tutte le regioni italiane e si propongono di raggiungere oltre 15mila bambini e più di 30mila genitori e caregiver, interessando 31 poli ospedalieri, sette case famiglia, sei case di accoglienza e almeno 200 classi. A guidare le attività sarà il “Modello ABC”, sviluppato dall’associazione triestina a partire da una ricerca condotta con l’Università di Trieste e basato sulla presa in carico congiunta dei bisogni del bambino e della famiglia. «Essere capofila di questa rete nazionale ci riempie di orgoglio, ma anche di grande responsabilità - spiega Giusy Battain, direttrice di ABC Bambini Chirurgici -. Con “Diamoci la mano” dimostriamo che unire le competenze specifiche di ogni organizzazione è l’unica risposta strutturata possibile: creiamo un ponte solido tra ospedale, casa e scuola, prendendoci cura non solo della patologia, ma dell’intero nucleo familiare che altrimenti rischierebbe di crollare sotto il peso della degenza e della migrazione sanitaria». Negli ospedali sono previste attività di ludoterapia e clownterapia, supporto psicologico e volontari formati, mentre fuori dalle strutture sanitarie saranno offerte ospitalità gratuita alle famiglie costrette a spostarsi per le cure e attività di orientamento per genitori e caregiver. Nelle scuole il progetto promuoverà l’inclusione dei bambini dopo lunghi ricoveri e la sensibilizzazione sui temi della malattia, dell’empatia e del volontariato. Sono inoltre previsti tavoli di lavoro nazionali, coordinati da ABC, per confrontare le buone pratiche e individuare modelli di sostegno psicologico, logistico e scolastico da favorire anche su scala istituzionale.
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