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TRIESTE - Assistenza ai migranti in piazza Libertą, Possibile contro le restrizioni della Questura: «Non si abbandonano le persone in nome del decoro»

Aggiunto il: 17/10/2026
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Polemica a Trieste sulle restrizioni disposte dalla Questura nei confronti delle reti di volontariato che prestano assistenza alle persone migranti in piazza Libertà. A intervenire sono Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e Alessia Facchin, portavoce del partito per Trieste e Gorizia, che contestano il divieto di operare durante i fine settimana imposto, secondo quanto riferito dalla formazione politica, alle organizzazioni impegnate nella distribuzione di cibo, vestiti e nell’assistenza alle persone in difficoltà. «A Trieste, in nome del “decoro”, si lasciano le persone in strada e si ostacola chi porta loro cibo, vestiti e cure. È una vergogna politica e istituzionale», dichiarano le due esponenti. Secondo Facchin, le restrizioni rischiano di penalizzare ulteriormente le persone più vulnerabili, subordinando le esigenze di assistenza alla tutela del decoro urbano. Più dura la posizione di Druetti, che attribuisce alle politiche nazionali sull’immigrazione e alle carenze del sistema di accoglienza parte delle responsabilità delle situazioni di marginalità presenti nelle città. La segretaria nazionale denuncia in particolare i ritardi nelle procedure di riconoscimento della protezione internazionale e le difficoltà di accesso alle strutture di accoglienza, criticando quella che considera una gestione prevalentemente securitaria del fenomeno. Le due rappresentanti di Possibile chiedono quindi la revoca delle restrizioni all’attività delle associazioni solidali e il rafforzamento delle misure di accoglienza per le persone richiedenti asilo. «Come Possibile chiediamo che vengano revocate le restrizioni all’assistenza, a Trieste come altrove, che venga sempre garantita un’accoglienza dignitosa e che vengano forniti a chiunque chieda protezione e asilo tutti gli strumenti per accedere ai propri diritti», affermano Druetti e Facchin, esprimendo infine solidarietà alle associazioni Linea d’Ombra e Fornelli Resistenti e ai volontari impegnati nell’assistenza ai migranti.

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