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Introdurre una soglia retributiva minima al di sotto della quale nessun contratto collettivo possa scendere, contrastando il lavoro povero e il ricorso ai cosiddetti contratti pirata. È la proposta sostenuta da Pietro Serbassi, segretario generale di FAST Confsal, che interviene sul tema delle retribuzioni dopo il convegno “Salario Giusto, Lavoro Vero”, organizzato l’8 ottobre, durante il quale il segretario generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta ha avanzato l’ipotesi di un nuovo accordo quadro sulla contrattazione. Serbassi richiama l’attenzione sulle condizioni economiche di numerosi lavoratori, in particolare nei settori dei servizi e della vigilanza, dove si registrano ancora compensi orari di 7 o 7,50 euro. Secondo il sindacalista, occorre individuare un livello minimo di retribuzione valido per tutti i contratti collettivi, lasciando alle singole categorie la possibilità di negoziare trattamenti più favorevoli. «La concorrenza sul costo del lavoro si contrasta alzando il pavimento dei diritti, non inseguendo chi lo abbassa», sottolinea Serbassi, esprimendo apprezzamento anche per la proposta di azzerare l’imposta sul reddito per i lavoratori che percepiscono fino a 9 euro l’ora. Una misura che, secondo il segretario generale, consentirebbe di alleggerire il carico fiscale sulle fasce retributive più deboli. Particolare attenzione viene riservata al comparto dei trasporti, dove FAST Confsal è impegnata nei tavoli negoziali per il rinnovo dei contratti ancora in sospeso, tra cui quello di Italo, e nella tutela dei dipendenti delle aziende che operano in regime di appalto. Il sindacato annuncia inoltre l’intenzione di valutare l’introduzione di standard retributivi minimi nella contrattazione, accompagnati da iniziative contro gli accordi che prevedono condizioni economiche e normative particolarmente sfavorevoli. «Un salario giusto non è solo una cifra: è ciò che separa un lavoro che permette di vivere da uno che consente appena di sopravvivere», conclude Serbassi, ribadendo la necessità di garantire retribuzioni adeguate al costo della vita e alla dignità dei lavoratori.
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