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FROSINONE - Ematologia, allo Spaziani un nuovo modello per assistere i pazienti nelle fasi avanzate della malattia

Aggiunto il: 24/10/2026
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Un nuovo modello operativo per migliorare la comunicazione con i pazienti nelle fasi avanzate della malattia e sostenere il lavoro degli operatori sanitari. È il progetto avviato nell’Unità Operativa Complessa di Ematologia dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, nato dalla collaborazione tra i professionisti del reparto, il servizio di Psiconcologia in Ematologia finanziato dalla sezione provinciale dell’AIL e la società Thrive, specializzata nel supporto organizzativo alle strutture sanitarie. L’iniziativa punta a rendere più efficace e continuativa la relazione con i pazienti e i familiari nei momenti più delicati del percorso terapeutico, attraverso un sistema condiviso che prevede la preparazione degli incontri da parte dell’équipe, modalità strutturate di comunicazione e una successiva valutazione delle situazioni affrontate. Il modello è stato introdotto attraverso 16 ore di formazione, comprendenti simulazioni, esercitazioni e analisi di casi clinici complessi, con il coinvolgimento di medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psiconcologhe e assistente sociale. Particolare attenzione viene riservata anche al benessere lavorativo del personale, chiamato quotidianamente ad affrontare situazioni caratterizzate da un elevato carico emotivo. «La comunicazione nelle fasi avanzate della malattia non è un semplice momento informativo, è invece parte del processo clinico e relazionale che richiede metodo, preparazione di équipe e competenze integrate», sottolinea la direttrice sanitaria della Asl di Frosinone, Maria Giovanna Colella, evidenziando il valore della collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte. Sull’importanza della formazione interviene anche Francesco Cerilli, dirigente responsabile della Formazione aziendale, che richiama la necessità di trasformare gli strumenti teorici in pratiche assistenziali quotidiane attraverso esercitazioni e metodologie condivise. Il progetto entrerà ora in una fase di monitoraggio, finalizzata a valutare l’applicazione del modello nell’attività clinica e a raccogliere elementi utili per perfezionarlo. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza e la continuità della relazione di cura, offrendo contemporaneamente agli operatori strumenti più efficaci per affrontare le difficoltà professionali ed emotive legate alle fasi avanzate della malattia.

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