Anche il Comitato a Difesa della Costituzione di Trieste aderisce all’iniziativa giudiziaria promossa dalla Rete per il voto libero e uguale contro la nuova legge elettorale 180/2026, soprannominata “Melonellum”, chiedendo che venga accertata la sua presunta incostituzionalità. Il ricorso sarà presentato lunedì 26 ottobre al Tribunale di Trieste, contemporaneamente ad analoghe iniziative previste nei 29 tribunali italiani sedi di Corte d’appello. L’azione è stata predisposta dalla rete coordinata dai costituzionalisti Roberto Zaccaria ed Enrico Grosso, mentre l’organizzazione della presentazione simultanea dei ricorsi è stata curata dall’avvocato Pietro Adami. Primo firmatario dell’iniziativa triestina è il professor Sergio Bartole, docente emerito di Diritto costituzionale e già presidente dell’Associazione italiana costituzionalisti, affiancato da otto componenti dell’esecutivo del Comitato. L’assistenza legale sarà affidata all’avvocato Giovanni Ventura del Foro di Trieste, con la collaborazione di Gianluigi Pellegrino del Foro di Lecce e dello stesso Adami, del Foro di Roma. Secondo i promotori, l’iniziativa potrebbe consentire di sottoporre la nuova normativa al giudizio della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni politiche, sulla base di precedenti giurisprudenziali legati anche all’attività dell’avvocato Felice Carlo Besostri, scomparso negli scorsi anni e a lungo impegnato nelle controversie sulla legislazione elettorale. Il Comitato triestino ricorda inoltre di aver già promosso, quattro anni fa, un ricorso contro la precedente legge elettorale 165/2017, conosciuta come “Rosatellum”, predisposto dallo stesso Besostri e tuttora pendente. Secondo quanto evidenziato dai promotori, quest’ultimo procedimento conserverebbe rilevanza nell’eventualità di una dichiarazione di incostituzionalità integrale della nuova legge, che potrebbe determinare il ritorno in vigore della disciplina precedente. La valutazione sulla legittimità costituzionale delle norme contestate resta comunque rimessa agli organi giudiziari competenti.
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