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TRIESTE - Traffico di armi nei porti, il Comitato NO IMEC chiede trasparenza sui transiti a Trieste e Monfalcone

Aggiunto il: 29/10/2026
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Fare chiarezza sull’eventuale transito di armamenti attraverso i porti di Trieste e Monfalcone, alla luce di una recente sentenza del Consiglio di Stato in materia di accesso alle informazioni. È l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Comitato NO IMEC insieme alla giornalista d’inchiesta Linda Maggiori, illustrata durante un incontro con la stampa organizzato il 28 ottobre davanti alla sede dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Trieste. La questione si inserisce nel contesto della mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il trasporto di armi e la militarizzazione degli scali, prevista per venerdì 30 ottobre, giornata nella quale è stato proclamato anche uno sciopero generale nazionale da diverse organizzazioni sindacali. Al centro dell’iniziativa vi è la vicenda giudiziaria avviata da Maggiori, assistita dall’avvocato Andrea Maestri, dopo il mancato accoglimento di una richiesta di accesso ai dati sui materiali bellici transitati nel 2025 attraverso il porto di Ravenna. Secondo quanto riferito dal Comitato, il Consiglio di Stato, con una pronuncia dell’8 ottobre, ha respinto il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato, riconoscendo il diritto della giornalista a ottenere le informazioni richieste. Nel procedimento sono intervenuti a suo sostegno anche l’osservatorio Weapon Watch e il sindacato USB. Analoghe richieste erano state inoltrate alle Dogane di Trieste e Gorizia, con riferimento agli scali di Trieste e Monfalcone. Dopo il precedente diniego ricevuto a Trieste, Maggiori ha presentato il 19 ottobre un’istanza di riesame, integrando inoltre quella rivolta agli uffici goriziani. Il Comitato NO IMEC richiama anche le precedenti iniziative locali sul tema, tra cui un esposto del 2015 relativo a spedizioni di armamenti verso la penisola arabica e un intervento del vescovo di Trieste Enrico Trevisi nel 2024 a sostegno della legge 185 del 1990 sul commercio internazionale di armi. Nel documento vengono inoltre espresse preoccupazioni per il possibile coinvolgimento degli scali adriatici nei corridoi logistici internazionali IMEC e Trimarium. L’obiettivo immediato dei promotori è ottenere dati aggiornati e verificabili sui traffici di materiale bellico nei due porti, per consentire un confronto pubblico sul loro utilizzo e sulle relative implicazioni.

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