ROMANS D'ISONZO - Lesioni da ustione in seguito ad un ritorno di fiamma in abitazione privata.

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MONFALCONE - Islam. Moretti (PD): "Azioni di Cisint mirano solo al consenso elettorale".

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MONFALCONE - Islam. Progressisti per Monfalcone. Strukelj: "Cisint in campagna elettorale permanente".

Aggiunto il: 17/11/2023
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La campagna elettorale permanente della Sindaco di Monfalcone continua imperterrita. È di queste 
ore la minaccia di emettere un’ordinanza (udite, udite) per chiudere i centri di culto islamico presenti in Città. Lo diciamo subito, non succederà nulla. Infatti già si parla di controlli di natura urbanistica che nulla hanno a che fare con la sicurezza: si tratta, per farla breve, di cercare una scusa per impedire a migliaia di persone la libertà di poter professare la propria religione in pace. Cosa, tra l’altro, e non è propriamente un dettaglio, contraria alla Costituzione. Poi, come direbbe il compianto Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma in tutti questi anni di governo, se c’erano tutte queste irregolarità, il Sindaco ha dormito? Come già successo con le centinaia di ordinanze annunciate (di cui solo alcune sono state poi realmente emanate) anche questa volta, immaginiamo, sentiremo solo tante parole seguite dal vuoto  cosmico di quelle idee che questa Amministrazione dimostra di non avere. Anche perché, e vogliamo dare questa notizia in particolare a chi si beve ogni sciocchezza che la Sindaco si inventa, il primo cittadino non ha il potere di chiudere alcunché. Sono le autorità di pubblica sicurezza che possono decidere, in caso di un rischio fondato, di chiudere o limitare qualsivoglia attività. È la Legge che definisce l’ambito di competenza dei poteri pubblici, non la Cisint. I monfalconesi vogliono prendere atto che Anna Maria Cisint continua a prenderli in giro? Bisognerebbe iniziare ad aprire gli occhi. Quello che a noi pare definitivamente grave, invece, è la completa irresponsabilità di chi continua a 
cercare conflitti dei quali non si sente alcun bisogno in una Città come la nostra, che ha una com-
plessità unica nel suo genere e che avrebbe bisogno di un lavoro di ricucitura e di inclusione e non di drammatiche fratture. Abbiamo il coraggio di chiederci il perché si continua a tenere la tensione alle stelle a Monfalcone, con i rischi che da tutto ciò conseguono? Tutto sommato, ci pare abbastanza semplice da capire: il Sindaco, che da quanto ci risulta vuole fortemente candidarsi alle prossime elezioni europee, alza la posta e la tensione in Città per meri scopi elettorali, fregandosene delle gravissime conseguenze che questo comportamento potrebbe causare alla collettività che amministra (purtroppo alquanto male). È tutto qui. E allora ci rendiamo conto a quale livello siamo arrivati? Distruggere la convivenza civile per raccattare qualche preferenza; questo è! Ma come si fa, ci chiediamo, a generalizzare sempre e comunque? Tutti gli islamici sono forse pericolosi estremisti? Si può davvero continuare a cercare quotidianamente la contrapposizione a ogni 
costo? Noi crediamo che non si possa continuare così! Vogliamo allora lanciare un appello di civiltà e di partecipazione alla Monfalcone che non vuole 
vivere in una città in perenne stato di tensione e preferirebbe una cittadinanza aperta al dialogo, 
consapevole che i problemi esistono (il numero degli stranieri è quasi raddoppiato negli ultimi anni) ma che l’unica soluzione è affrontarli con la parte più illuminata delle comunità presenti, ormai stanziali, e che faranno crescere qui i propri figli. 
Non c’è altra strada. La Città è sfibrata. Monfalcone merita un futuro diverso.

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