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Guerra tra parte degli stabilimenti balneari di Grado ed il Sindaco per la pulizia del lungomare

Raugna scrive una lettera aperta ai cittadini
Aggiunto il: 16/06/2019
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Non metteremo le mani nelle tasche dei gradesi

Lettera aperta del Sindaco Dario Raugna

 

La maggior parte dei concessionari delle spiagge pretendono che la pulizia della battigia davanti alle loro concessioni sia a carico della collettività, nonostante l’Art.4 Comma 2 lett. b) della Legge regionale 13 novembre 2006, n. 22, dica espressamente che “la gestione dei materiali naturali [n.d.r. alghe] e dei rifiuti ricadenti nell'area di battigia spetta al concessionario della superficie retrostante, se esistente”;

 

Dicono finanche che la legge Regionale sarebbe incostituzionale e martedì prossimo incontreranno i nostri dirigenti con i loro avvocati, ma noi non siamo la Corte Costituzionale e abbiamo solo il potere di sostituirci a loro per fare la pulizia, salvo poi richiedere il rimborso delle spese sostenute. Un percorso che potrebbe durare anni prima che il Comune possa trovare soddisfazione.

 

L’amministrazione si è impegnata in un percorso sperimentale che ha notevolmente ridotto gli oneri per la gestione degli “spiaggiati” rispetto ai precedenti fallimenti. Giova ricordare che fino a tre anni fa regnava la giungla, con costi esorbitanti per tutti e un impianto di vagliatura finito sotto sequestro.  Per ovviare a tutto questo la collettività si è già accollata i costi di costruzione dei recinti dove le alghe vengono stoccate, che dovevano essere obbligatoriamente posizionati sulle spiagge, compresi i costi paesaggistici e di decoro e i costi della sperimentazione (tecnici, misure e movimentazione invernale delle alghe afferenti alla sperimentazione), raggiungendo un progressivo risparmio nel tempo, ma adesso i concessionari pretendono di più e intendono tenere sotto scacco il paese confidando nel fatto che per il Comune una spiaggia sporca sarebbe un danno d’immagine tremendo, nemmeno capendo che i primi danneggiati sarebbero proprio loro!

 

Possiamo fare 3 cose:

1.      Ci sostituiamo ai concessionari inadempienti addebitando in seguito i relativi costi  e gliela diamo vinta, dando il cattivo esempio a quei pochi che hanno aderito alla convenzione e stanno pagando per la pulizia;

2.      Lasciamo le alghe dove sono per chi non paga e facciamo una battaglia politica di principio, spiegando che il Comune sono i cittadini,non è Pantalone. Se ci accollassimo l’intera pulizia del litorale dalla Costa Azzurra fino a Primerocosa comunque non ammessa dalla normativa vigente, saremmo costretti a tagliare i servizi o ad aumentare la pressione fiscale per tutti gli altri, magari applicando l’addizionale IRPEF o la TASI, che nel nostro Comune sono a zero;

3.      Assicuriamo la continuazione del progetto sperimentale solo a quei concessionari che hanno aderito alla convenzione, continuando ad assicurare la pulizia nelle aree libere e smantelliamo almeno 2 recinti. Liberi gli altri concessionari di rivolgersi al libero mercato per pulire le aree dagli spiaggiati,  come previsto dalla Legge Regionale. 
 

Anche il nostro peggiore detrattore capirebbe che se non pagheranno loro a pagare saremo noi: 
VOGLIONO METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEI GRADESI  e a tutto questo diciamo NO!

·La pulizia la pretendono da noi;

· Vogliono la  proroga di 15 anni sulla Bolkestein continuando a pagare un’inezia ciò che vale svariate migliaia di euro e appartiene a tutti noi;

·Il ripascimento lo abbiamo pagato noi.

Mi pare sia venuto il momento di dire BASTA!

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