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MONFALCONE - Progressisti sullo sciopero della Polizia Locale: “Cisint responsabile del fallimento gestionale”

Aggiunto il: 22/08/2025
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MONFALCONE – Lo sciopero proclamato dalla Polizia Locale continua a far discutere e a dividere. A intervenire sono i Progressisti per Monfalcone, che criticano duramente le parole di Anna Maria Cisint, ex sindaco ed esponente comunale, la quale ha definito la decisione degli agenti un “ammutinamento”. Un termine che, secondo il gruppo, “è del tutto fuori luogo: questa non è la ribellione di pirati, ma una vertenza tra datore di lavoro e lavoratori”. Per i Progressisti, lo sciopero – evento raro e senza precedenti in città – non rappresenta una colpa del corpo di Polizia Locale, bensì “il segno evidente dell’inequivocabile fallimento delle politiche di gestione del personale da parte dell’Amministrazione”. Le dichiarazioni della stessa Cisint, che ha parlato di un fatto mai visto “in trent’anni di dirigenza”, vengono contestate: “Non ci risulta che abbia trent’anni di dirigenza, ma semmai di esperienza amministrativa. Se oggi siamo arrivati a questo punto, la responsabilità non può che ricadere su chi ha gestito fino ad ora il rapporto con i dipendenti”. Particolarmente gravi, secondo i Progressisti, sarebbero le parole con cui l’ex sindaco ha minacciato la decurtazione delle indennità e invitato chi non si sottomette a “lasciare il lavoro”. “È un atteggiamento padronale – denunciano – che nulla ha a che fare con il ruolo di un amministratore pubblico”. Il gruppo ricorda inoltre che Cisint aveva voluto, da sindaco, il raddoppio degli organici e l’armamento degli agenti con pistole e Taser, “in assenza di reali bisogni di sicurezza della cittadinanza”. Una linea interpretata come volontà di costruire “una sorta di guardia pretoriana finalizzata all’esibizione muscolare, più che alla tutela dei cittadini”. “Preoccupa – concludono i Progressisti – che chi governa consideri il mandato elettorale come una delega in bianco, gestendo la città come fosse proprietà privata. Lo sciopero non è contro i cittadini, ma contro una dirigenza incapace di trattare con rispetto i propri lavoratori”.

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