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Il circolo locale: “Non c’è bisogno di nuove volumetrie abitative, ma di un intervento innovativo che tenga conto dell’invecchiamento della popolazione e del verde come risorsa centrale”
Un’occasione da non sprecare. Così Legambiente definisce il progetto per la riqualificazione del rione Case Pater, tema al centro di un recente incontro tra il circolo locale e il sindaco Mauro Benvenuto. L’associazione, pur accogliendo positivamente lo sblocco dell’area grazie alla convenzione con l’Ater – che porterà alla costruzione di due nuove palazzine entro il 2027 – critica duramente il masterplan approvato con la variante n. 9 al PRGC, che prevede ulteriori 66.000 mc abitativi. “Le previsioni demografiche dell’Istat non giustificano un simile incremento edilizio – spiega Legambiente –: al 2035 la popolazione ronchese resterà stabile, con un forte calo dei giovani e un aumento degli over 60, che arriveranno a rappresentare il 40% del totale”. In questo scenario, proseguono, “non servono nuovi condomini, ma la riqualificazione dell’esistente, con soluzioni abitative a misura di nuclei unipersonali e di una cittadinanza che invecchia”. Per l’associazione, il progetto sulle Case Pater dovrebbe essere trasformato in un intervento di rigenerazione urbana innovativo, con edifici bassi, spazi comuni e un grande protagonismo delle aree verdi. “Il verde non va inteso come elemento decorativo, ma come parte strutturale – sottolinea Legambiente –. Solo così si può rispondere alle sfide della crisi climatica, riducendo le cosiddette notti tropicali e prevenendo allagamenti legati a eventi meteo estremi”. Secondo il circolo, la riqualificazione delle Case Pater deve diventare “un laboratorio di nuove progettazioni urbanistiche, in grado di migliorare la qualità della vita e di restituire spazi collettivi al quartiere”. Per questo Legambiente chiede che l’amministrazione valuti anche l’ipotesi di un concorso di idee, coinvolgendo competenze e proposte innovative.
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