PARMA - Maxi parco eolico sull’Appennino parmense


TRIESTE - Agente indagato dopo l’uccisione di un giovane a Milano

La situazione della Neuropsichiatria infantile nell’Altovicentino viene definita «davvero grave» da Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che torna a sollecitare un intervento urgente della Regione per garantire continuità assistenziale ai minori. «Da tempo denunciamo la situazione davvero grave della Neuropsichiatria infantile nell’Altovicentino, dove aumentano i bisogni e diminuiscono i servizi», afferma Cunegato, ricordando che se in passato il servizio poteva contare su sei neuropsichiatri infantili, oggi ne restano soltanto due, di cui uno con orario ridotto. A questo si aggiunge la recente nomina della dottoressa Stefanutti, «stimata psicologa del servizio», alla direzione dei consultori familiari. «Una bella notizia per i consultori – osserva – che però preoccupa per il vuoto che lascerà in Neuropsichiatria infantile, dove la stessa seguiva centinaia di bambini e ragazzi». Per queste ragioni, il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione alla Giunta. «Ho chiesto se sia a conoscenza della grave crisi del servizio territoriale di Neuropsichiatria Infantile nel Distretto 2 Alto Vicentino e quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire la continuità assistenziale e la presa in carico dei minori», spiega Cunegato. Tra i nodi centrali sollevati, anche la necessità di sapere «se c’è un progetto per sostituire la dottoressa Stefanutti e rilanciare un servizio fondamentale, senza il quale rischiamo di lasciare senza risposte adeguate proprio i bambini e adolescenti più fragili». Il quadro, secondo Cunegato, è aggravato da dati nazionali e internazionali allarmanti. «Secondo i dati dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, dal 2013 ad oggi i ricoveri in Pronto Soccorso per disturbi mentali acuti in età evolutiva sono aumentati del 500%: siamo di fronte a una Caporetto della salute mentale, soprattutto tra i giovani», commenta. Richiamando anche le analisi dell’UNICEF, Cunegato sottolinea che nella fascia tra i 14 e i 19 anni «il 19% presenta problemi di salute mentale, l’8% soffre di ansia e il 4% di depressione», con un incremento dei comportamenti autolesivi tra le ragazze e di quelli esternalizzanti tra i ragazzi. «La violenza che occupa tragicamente le pagine della cronaca nasce anche da questo malessere sempre più diffuso, che cova e poi esplode». A preoccupare sono anche le ricadute sul sistema scolastico. «Le maestre dell’infanzia dell’Altovicentino ci raccontano di casi davvero drammatici: per arrivare a certificare una disabilità serve troppo tempo», riferisce il capogruppo di AVS. «Non garantiamo la diagnosi precoce, che è la precondizione per una cura adeguata, e lasciamo le classi e le insegnanti senza l’aiuto dell’insegnante di sostegno». Infine, Cunegato ricorda come mesi fa fosse stato annunciato l’arrivo di due specializzande a supporto del servizio. «Ad oggi non sono ancora presenti», osserva, precisando che il loro contributo sarebbe comunque solo parziale. «È utile ricordare che per una prima visita oggi servono dai sei agli otto mesi». Anche il supporto temporaneo garantito dal Distretto 1, dove operano quattro neuropsichiatri, «da quel che sappiamo è stato sospeso». Da qui l’appello finale alla Regione affinché intervenga rapidamente per evitare che la crisi della Neuropsichiatria infantile nell’Altovicentino lasci senza risposte proprio i più giovani e vulnerabili.
Potrebbe piacerti anche...
Non ci sono media correlati