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MONFALCONE - Approvato il ddl regionale per richiamare medici in pensione e garantire continuità assistenziale

Aggiunto il: 02/02/2026
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Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il disegno di legge n. 72, che introduce misure urgenti e straordinarie per fronteggiare la carenza di medici e assicurare la continuità dei servizi sanitari. Il provvedimento consente ai medici di medicina generale già in pensione di proseguire l'attività professionale e si coordina con un emendamento del Governo nazionale volto a mitigare gli effetti fiscali e previdenziali. «Con l'approvazione di questo disegno di legge la Regione interviene concretamente per tutelare la salute dei cittadini, garantendo continuità assistenziale in una fase di forte criticità del sistema sanitario in tutto il Paese», ha dichiarato l'assessore alla Salute Riccardo Riccardi, sottolineando che l'iniziativa nasce da un lavoro condiviso con Roma e si inserisce in un quadro di investimenti già avviati su ambulatori, Case di comunità e attrattività del personale. Riccardi ha ricordato gli interventi economici messi in campo: 110 milioni di euro in tre anni per la premialità del personale, l'accordo integrativo per i medici di base e l'aumento delle borse di studio, quest'anno arrivate a 31 con altrettante adesioni. «La medicina generale deve essere riconosciuta come una specialità di pari dignità rispetto alle altre», ha affermato, citando anche i risultati nell'emergenza-urgenza: le ambulanze dell'area giuliana e isontina «risultano le più veloci d'Italia» e il pronto soccorso di Pordenone è stato inserito tra i migliori del Paese dalla Scuola Sant'Anna. Ampio spazio è stato dedicato alla Rete oncologica regionale, approvata dopo vent'anni di dibattito. <<Quando una donna viene operata due volte a 120 giorni di distanza, dobbiamo decidere da che parte stare: vogliamo concentrare negli hub le attività più complesse e mantenere negli spoke quelle a maggior frequenza. È una scelta di campo», ha rimarcato l'assessore, ringraziando il precedente direttore oncologico Gianpiero Fasola e annunciando un'audizione in commissione per illustrare l'avanzamento del piano. <È più semplice rinviare le decisioni, ma il compito della politica è scegliere nell'interesse della sicurezza e degli esiti di salute delle persone», ha concluso Riccardi, ribadendo che ora spetterà al Comitato oncologico regionale definire standard e collocazioni più adeguate per le cure.

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