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TRIESTE - Rinvenuti in Piazza Perugino coltelli, spranghe e mazze chiodate

Tamaro (SAP): "Serve un freno alla subcultura di coltello, violenza e sopraffazione"
Aggiunto il: 04/02/2026
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"Il ritrovamento in Piazza Perugino di coltelli e corpi contundenti come mazze chiodate e "spranghe", armi che se usate possono uccidere una persona, sono l'ennesima fotografia di quanto sta accadendo nelle nostre strade e nelle nostre piazze. Non parliamo solo di Trieste, perché abbiamo situazioni analoghe anche nelle altre città del Friuli-Venezia Giulia, come ad esempio "Borgo Stazione" di Udine e la "Autostazione" di Pordenone. Dobbiamo omologarci alle realtà metropolitane, aspettiamo che ci sia un'evoluzione del fenomeno per passare dai coltelli alle pistole? Serve un freno a questa deriva, a questa sub-cultura del coltello, della violenza e prevaricazione. Bisogna cominciare ad attribuire le giuste responsabilità ai criminali che siano, italiani, stranieri, di seconda generazione e/o perfino minori. Basta giustificare, sminuire e trovare attenuanti per chi delinque. Servono nuove norme al passo con i tempi e adattare quelle già esistenti a quelle che sono le esigenze di oggi. Serve rivedere le dinamiche di ingaggio delle forze dell'ordine, perché oggi si tende sempre più a giustificare e sminuire il crimine compiuto da un delinquente e piuttosto condannare l'operato del tutore dell'ordine sia dal punto di vista giudiziario che da quello mediatico. Serve un cambio di mentalità: deve essere chiaro chi sta dalla parte del bene, le forze dell'ordine e chi dalla parte del male, i criminali. Bisogna attribuire le giuste pene a chi commette atti delittuosi, che devono essere scontate con certezza, senza se e senza ma! Un numero maggiore di operatori di Polizia è certamente necessario, come più volte richiesto proprio dal SAP, ma non è risolutore se non è accompagnato da leggi e provvedimenti chiari e certezza dello sconto della pena. Concetto che deve valere anche per l'ordine pubblico: non si può più pensare di giustificare o trovare attenuanti per "devastatori", come nel caso di Torino ma anche di Udine dove, peraltro, tutto era stato annunciato, che hanno aggredito con estrema violenza le forze dell'ordine e messo a ferro e fuoco la città. In Italia da troppi anni è venuta evidentemente a mancare la cultura della legalità che oggi rischia di abdicare alla legge del più forte alla "cultura del coltello": tutto ciò non è tollerabile! Armi che purtroppo hanno fatto ingresso perfino nelle scuole. E proprio dalle scuole deve partire il cambio di passo ed essere promosso il concetto che le forze dell'ordine sono un valore aggiunto, positivo della nostra società, che opera per il bene della brava gente, per il quieto vivere, per la serenità di tutti e contro la criminalità, il male. Richiedere da parte delle Scuole l'intervento delle forze dell'ordine anche per il controllo preventivo a campione alla ricerca di armi è fondamentale. Serve una normativa che snellisca i controlli di Polizia, in particolare nel caso di minori".

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