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Gli empori solidali rappresentano oggi uno dei pilastri delle politiche di contrasto alla povertà: luoghi in cui non si distribuiscono solo beni di prima necessità, ma si costruiscono percorsi di accompagnamento, socializzazione e orientamento per famiglie e persone in difficoltà. A questo tema è dedicato il convegno nazionale "Empori solidali: quanta strada ancora da percorrere?", ospitato a Parma e promosso dall'associazione Centoperuno dell'Emporio solidale di Parma insieme all'associazione regionale degli Empori solidali, con il contributo della Fondazione Cariparma e della Regione Emilia-Romagna. In Italia sono circa settanta gli empori attivi, di cui ben 44 in Emilia-Romagna, a conferma di una rete particolarmente radicata nel territorio regionale. Queste strutture offrono generi alimentari, vestiti, prodotti per l'igiene e la casa, ma anche servizi di consulenza legale e lavorativa, spazi educativi per i minori e occasioni di relazione. "Rappresentano importanti presidi di comunità, luoghi dove il sostegno materiale si unisce all'ascolto, all'accompagnamento e alla dignità delle persone - ha affermato l'assessora regionale alla Legalità e Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, chiudendo i lavori del convegno -. La lotta alla povertà si fa anche con il riconoscimento della dignità, dell'autonomia e dei diritti fondamentali di ogni persona. Come Regione li consideriamo un'infrastruttura sociale strategica e per questo abbiamo rafforzato risorse e strumenti, sostenendo tutte le reti territoriali che ogni giorno trasformano la solidarietà in risposte concrete". Durante la mattinata sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Vecchi dell'Università di Roma Tor Vergata sul tema delle disuguaglianze, la sociologa Chiara Saraceno in collegamento dall'Università di Torino, e rappresentanti di Euricse e Caritas Italiana, che hanno approfondito il ruolo delle comunità locali nel contrasto alle nuove forme di povertà. Sul piano delle politiche regionali, nel 2025 l'Emilia-Romagna ha raddoppiato le risorse destinate al recupero e alla redistribuzione di beni alimentari e per l'igiene, arrivando a oltre 2,5 milioni di euro nel triennio. Con l'ultimo bando sono stati finanziati tutti i 32 progetti presentati da enti del Terzo settore, per un valore complessivo di 1 milione e 730mila euro, sostenendo reti come Banco Alimentare, Caritas ed Empori solidali. Le azioni previste comprendono aiuti alimentari, potenziamento della logistica, iniziative di educazione al consumo consapevole e percorsi di accompagnamento personalizzato. Accanto a questo, il Piano Povertà regionale mette a disposizione 124 milioni di euro nel triennio 2025-2027 per interventi più coordinati contro la marginalità. Le attività finanziate dovrebbero raggiungere entro il 2027 oltre 180mila persone, confermando il ruolo centrale degli empori e delle reti solidali nella coesione sociale del territorio.
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