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GRADISCA D'ISONZO - Bernardis (lega) propone "zona rossa" preventiva per Cara e cpr. La Sindaca replica: non vedo l'emergenza.

Anzi poca collaborazione da Asugi e Regione
Aggiunto il: 17/08/2020
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Scambio di post sulla questione centro immigrati nella cittadina isontina tra il consigliere regionale della Lega Bernardis ed il primo cittadino. La questione è l'istituzione di una zona rossa preventiva. Cosï Bernardis:

“Grazie al provvedimento del sindaco di Udine Pietro Fontanini la Cavarzerani rimarrà zona rossa fino al 25 agosto. Farebbe bene anche il sindaco di Gradisca d’Isonzo, Linda Tomasinsig, a richiedere al suo Governo e agli organi Statali competenti una misura analoga per il Cpr ed il Cara. Ciò permetterebbe di evitare ulteriori disordini e anche un’eventuale emergenza sanitaria dovuta ai clandestini lì alloggiati. Da politico, ma anche da residente, mi sembra il minimo che si possa chiedere ed esigere”.

La proposta di istituire una zona rossa presso il centro di accoglienza gradiscano arriva dal consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis. In particolare l’esponente del Carroccio punta il dito sulle politiche di accoglienza del Governo giallorosso e afferma: “Alla luce di quanto accaduto al Cpr, dove, lo ricordo, alloggiano clandestini con precedenti penali, già schedati o segnalati per illeciti, mi chiedo perché il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, non hanno risolto il nodo dei respingimenti e dei rimpatri. La titolare del Viminale dovrebbe seguire il buon esempio dell’ex Ministro Matteo Salvini e, anziché lamentarsi, curare e seguire le Forze dell'ordine che fanno miracoli per mantenere la legalità nel nostro Paese”.

“Infatti – continua Diego Bernardis - a pagare per la rivolta, scoppiata per mano di un gruppo di clandestini di nazionalità tunisina, è stato un servitore dello Stato. Da questo punto di vista la mia totale solidarietà è rivolta al carabiniere rimasto ferito e a tutti coloro che hanno messo a repentaglio la propria incolumità per contenere la furia di immigrati che neanche dovrebbero essere in Italia”. 

“Al danno poi si aggiunge anche la beffa, visto che saremo noi contribuenti a dover pagare materassi, mobili e i suppellettili, andati bruciati e distrutti nel raid delinquenziale di questi clandestini. Inoltre, quando scoppiano queste rivolte, vengono sempre schierati ingenti mezzi e uomini fra Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e servizio sanitario. Cosa accadrebbe se in contemporanea ad avere bisogno fosse un nostro concittadino e i mezzi fossero lontani o insufficienti? Penso proprio che anche solo un’eventualità del genere non è accettabile, pertanto è ora di mettere la parola fine a questo business dell’immigrazione fatto a spese dell’Italia e degli italiani” conclude la nota del consigliere regionale Diego Bernardis.
Replica la Sindaca: Gentile Diego Bernardis, ti ringrazio per l’interesse verso Gradisca. Sai bene che non sono mancate le occasioni per confrontarci sulle tematiche ammnistartive e di sicuro ne avremo altre. Nel merito, un paio di precisazioni
1-CPR e CARA sono due strutture ben diverse. Dal CPR non esce nessuno, dal CARA si (con limitazioni in questo periodo). Il CARA è più simile alla Cavarzerani, mentre il CPR non vi ha nulla a che fare. In questo momento a Gradisca sono presenti anche circa 70 persone in tende allestite per la quarantena. Anche da qui non esce nessuno (almeno a quanto mi dice la prefettura).

2-Nelle strutture gradiscane non ci sono positivi (nè al CPR nè al CARA), a differenza della Cavarzerani. Quindi non si capisce il senso di una zona rossa, se non quello di aumentare in maniera immotivata la tensione al CARA.

3- Le rivolte al CPR nulla hanno a che fare con il covid o l'istituzione di zone rosse.

Infine, ti informo che già l’8 agosto ho inviato al presidente Fedriga, all’assessore alla salute, ad ASUGI e al prefetto, quindi a tutti gli enti coinvolti (Stato e Regione compresa azienda sanitaria)  una richiesta formale di informazioni sullo stato di salute delle persone presenti nelle strutture gradiscane (dal momento che non ricevo informazioni in altro modo) nonchè istruzioni su eventuali azioni da mettere in campo. Non ho ricevuto risposta se non da Prefettura (quindi Stato), che mi informa che non ci sono positivi e che descrive le attività di sorveglianza da parte di Carabinieri ed esercito, oltre a quelle sanitarie.

Ritengo che la decisione di istituire una zona rossa debba essere supportata da evidenze e proprio per questo le ho chieste a Regione e ASUGI. Non essendomi giunta nessuna comunicazione in tal senso, deduco che non vi è un’emergenza sanitaria tale da giustificare l'istituzione di una zona rossa.

Il confronto continua ma intanto di concreto non si fa nulla. Si pensa sempre a come se fossimo in emergenza. Son da più di 20 anni che si tampona e non si trova una soluzione strutturale. Da destea a sinistra gan fallito tutti. Queste le nostre conclusioni.

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