MONFALCONE - Fincantieri consegna la nuova "Mein Schiff Flow", seconda nave della classe InTUltion


CECCANO - Quattro giorni di spettacoli per la Festa di San Giovanni: protagonisti i talenti del territorio

L’Associazione Ambientalista “Eugenio Rosmann” di Monfalcone ha presentato una serie di osservazioni e proposte nell’ambito del percorso partecipativo per la redazione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, individuando quattro aree del Friuli Venezia Giulia ritenute strategiche per interventi di riqualificazione ambientale e tutela della biodiversità. Le proposte riguardano le golene dell’Isonzo, il canneto del Lisert a Monfalcone, la Bonifica di Muzzana e la foce del fiume Stella, con l’obiettivo di favorire il recupero degli habitat naturali, incrementare la biodiversità e migliorare la resilienza degli ecosistemi. Per quanto riguarda l’Isonzo, l’associazione suggerisce la rinaturalizzazione di alcune aree golenali oggi occupate da attività agricole, attraverso il ripristino di zone umide, canneti, prati stabili e boschi, restituendo maggior spazio al fiume e aumentando al tempo stesso la sicurezza idraulica. Particolare attenzione viene rivolta ad alcuni tratti compresi tra la confluenza del Torre e la foce, dove si propone di ricostruire ambienti favorevoli a numerose specie di avifauna in declino. A Monfalcone, le osservazioni si concentrano sul canneto del Lisert, considerato un habitat di rilevante interesse naturalistico. Tra gli interventi proposti figurano la realizzazione di un canale lungo la linea ferroviaria esistente e l’alimentazione del canneto con acque provenienti dal Timavo e dal Locavaz durante i periodi di siccità. L’associazione propone inoltre la realizzazione di un isolotto artificiale nell’area della cassa di colmata per favorire la nidificazione di specie protette e sempre più rare. Un ulteriore progetto riguarda la Bonifica di Muzzana, dove viene ipotizzato il recupero totale o parziale di aree agricole bonificate in passato, con il ripristino di ambienti umidi e seminaturali storicamente presenti tra il bosco Baredi e la laguna di Marano. Secondo l’associazione, l’intervento potrebbe favorire il ritorno di numerose specie di interesse conservazionistico e creare le condizioni per future iniziative di reintroduzione faunistica. L’ultima proposta interessa la foce dello Stella e la laguna di Marano, un’area che negli ultimi decenni ha subito significative trasformazioni a causa dell’ingressione marina e della progressiva salinizzazione degli habitat di acqua dolce. Gli ambientalisti suggeriscono interventi per contrastare l’avanzata del cuneo salino e migliorare la gestione delle acque dolci provenienti dai fiumi Stella, Cormor e Turgnano, con benefici attesi sia per la biodiversità sia per la navigazione turistica. Nel comunicato, l’associazione ricorda inoltre che il termine per partecipare alla consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura è stato prorogato al 24 giugno, invitando cittadini, enti e associazioni a contribuire con osservazioni e proposte. A firmare il documento è il presidente dell’Associazione Ambientalista “Eugenio Rosmann”, Claudio Siniscalchi, che sottolinea l’importanza del coinvolgimento del territorio nella definizione delle future strategie di tutela e recupero ambientale.
Potrebbe piacerti anche...



Non ci sono media correlati