FROSINONE - Mario De Cunto eletto Segretario Provinciale e Filippo Cuiani Presidente dei Giovani Democratici


BOLOGNA - Dalla Regione un bando da 2 milioni per incentivare le assunzioni nelle aree montane e interne

Si è conclusa con un pareggio per 3-3 la partita disputata sabato 18 luglio sul campo sportivo della Casa Circondariale di Frosinone, dove la squadra dei detenuti ha affrontato la Nazionale Italiana Sanitari (NIS) nell’ambito del progetto sportivo promosso dall’Amministrazione Penitenziaria. L’iniziativa, organizzata dalla Direzione dell’istituto, rappresenta il quarto dei sei incontri previsti nel corso del 2026 e punta a promuovere, attraverso lo sport, il rispetto delle regole, della persona e il miglioramento del benessere psicofisico delle persone detenute. La formazione ospite, composta da medici, infermieri e operatori sanitari impegnati in attività benefiche e di solidarietà, era rappresentata dal presidente Luca Cipriano, dal presidente esecutivo Joseph Fiore e dal capo ufficio stampa Patrizio Pasqualini, che hanno preso parte all’iniziativa all’insegna dell’inclusione sociale. All’evento hanno partecipato anche la presidente della Lilt di Frosinone, Elena Di Nicuolo, e il vicepresidente Genesio Savona, che al termine dell’incontro hanno consegnato ai giocatori una maglia ricordo dell’associazione. Presenti inoltre Maria Rosaria Capogna e Laura Mastrantoni, funzionarie della cancelleria dell’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone, Franco Carfagna del Comune di Frosinone e il volontario Pasquale Troiano, impegnato nel sostegno ai detenuti insieme alla Caritas Diocesana e al cappellano dell’istituto. L’arbitraggio è stato affidato ad Antonio Colsanti, volontario che collabora stabilmente con il carcere nello sviluppo delle attività sportive. Al termine della gara, nel corso della cerimonia organizzata con OPES, rappresentata da Luigi Romani, è stato consegnato il trofeo a entrambe le squadre e assegnato il tradizionale premio fair play a un detenuto distintosi per correttezza e rispetto nei confronti di avversari e compagni. Particolarmente significativo il commento di uno dei partecipanti all’iniziativa: “Grazie a questa giornata e per tutto il tempo della partita… è stato come non essere qui in carcere, mi sono sentito davvero un uomo libero”.
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