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GORIZIA - Inquinamento al confine con Nova Gorica, Fasiolo (Pd) chiede controlli più efficaci: «Serve una centralina fissa>

Aggiunto il: 29/10/2026
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La consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) torna a sollevare il problema dell’inquinamento atmosferico e dei cattivi odori nell’area di confine tra Gorizia e Nova Gorica, chiedendo un rafforzamento dei controlli ambientali e l’installazione di una centralina fissa nelle zone maggiormente interessate dalle emissioni. La presa di posizione arriva dopo la risposta dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro a un’interrogazione riguardante le attività della Livarna e della Cestno Podjetje. Secondo Fasiolo, le misure illustrate dalla Regione non sarebbero sufficienti a garantire un monitoraggio continuativo della qualità dell’aria. In particolare, la consigliera esprime perplessità sull’impiego di una centralina mobile che, dopo alcuni interventi necessari al suo funzionamento, potrebbe entrare in servizio entro la fine dell’anno. «Al di là di ispettori e monitoraggio dichiarati, bisogna vedere cosa viene fatto in realtà», afferma l’esponente dem, ricordando che, dopo la rimozione della centralina di Lucinico, a Gorizia rimarrebbe una sola stazione fissa, nella zona di via Duca d’Aosta, distante dall’area delle Casermette, dove vengono segnalati miasmi e depositi di polveri riconducibili, secondo la consigliera, alle attività della Livarna. Fasiolo richiama inoltre l’attenzione sulla presenza di polveri ferrose in un territorio frequentato da sportivi e cittadini e caratterizzato anche da produzioni agricole di pregio, come la rosa di Gorizia e i radicchi. «Non vorrei che una centralina a quattro ruote, un po’ qua e un po’ là, fosse la bacchetta magica della situazione», osserva. Da qui la richiesta rivolta a Scoccimarro di confrontarsi con l’assessore comunale all’Ambiente di Gorizia per individuare soluzioni che assicurino rilevazioni costanti e non occasionali. «Ormai la gente è arrabbiatissima e la preoccupazione è assolutamente condivisibile», conclude Fasiolo, sollecitando interventi più incisivi per verificare la situazione ambientale nell’area transfrontaliera.

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